A CATANIA TROPPI CASI DI MORBILLO: “COLPITI SOPRATTUTTO GIOVANI ADULTI”

L’ultimo Bollettino nazionale “Morbillo e Rosolia” riporta una recrudescenza in atto, dal mese di gennaio, del morbillo nel nostro Paese. I dati riguardano innanzitutto le regioni Lombardia, Lazio, Puglia ed Emilia-Romagna. Dal mese di febbraio anche la nostra regione è interessata dalla ripresa del morbillo.

A Catania sono stati notificati, ad oggi, 19 casi, di cui due residenti in provincia di Caltanissetta.

Anche in questa recrudescenza i soggetti colpiti sono prevalentemente giovani adulti (età mediana: 25 anni). In tale quadro, comune a tutte le regioni, si rendono necessari interventi volti a contenere il numero dei casi, sulla base di precise considerazioni epidemiologiche.

L’Asp di Catania, tramite il Dipartimento di Prevenzione, oltre a rilanciare alcune attività già adottate nel corso dell’epidemia 2017-18, attiverà nuove iniziative.

Nel corso del 2018, sono state 39.000 le dosi di vaccini contenenti gli antigeni di morbillo-parotite-rosolia somministrate dal Dipartimento di Prevenzione, per il tramite del Servizio Epidemiologia e Prevenzione, ottenendo il raggiungimento delle coperture vaccinali più elevate mai registrate nella nostra provincia, in special modo nella popolazione pediatrica (97,9% nella coorte 2014; 96,05% nella coorte 2015; 92,59% nella coorte 2016), anche in ragione del “nuovo” obbligo vaccinale e alla complessa macchina organizzativa messa in atto dal Dipartimento stesso.

Si conferma che in una situazione di coperture vaccinali abbastanza elevate, ma non in misura tale da eliminare la malattia, il morbillo non presenta più il carattere di malattia prevalentemente pediatrica, bensì colpisce soggetti adolescenti e, soprattutto, giovani adulti suscettibili che, considerandosi erroneamente immuni per età, non prestano attenzione alla prevenzione del morbillo. L’appello è pertanto alla vaccinazione, che rappresenta l’unico modo per prevenire tali malattie ed evitare rischi peggiori.

Fra le misure che saranno adottate a breve dal Dipartimento di Prevenzione, sono in programma due conferenze di servizi: la prima, con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta al fine di illustrare i caratteri dell’epidemia e le misure da adottare per la promozione della vaccinazione tra i loro assistiti; la seconda, con le Direzioni sanitarie delle Aziende Ospedaliere della provincia e dei presidi ospedalieri pubblici e privati, per discutere le misure da intraprendere per gli operatori sanitari – considerato che fra i 163 casi registrati a gennaio in Italia vi sono ben 7 operatori sanitari – e quelle per la gestione dei casi e dei loro contatti, soprattutto nelle sale di attesa dei Pronto soccorso e degli ambulatori e presso i reparti di degenza, per limitare la possibilità di contagio.

In applicazione degli ulteriori indirizzi contenuti nel nuovo Piano nazionale di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita 2019-2023 – attualmente all’esame della Conferenza Stato-Regioni – si svilupperà, inoltre, una collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale per estendere l’offerta vaccinale al personale scolastico nato dopo il 1975, tra i quali sono numerosi i suscettibili.

Resta sempre attivo il punto di informazione ed assistenza per l’utenza con e-mail dedicata: [email protected] l’andamento dell’epidemia assumesse un carattere particolarmente intenso, sarà valutata la necessità di aperture straordinarie degli ambulatori di vaccinazione.