“Apre Lidl? Il Comune faccia assumere i miei dipendenti: noi chiuderemo”
Intervista con l’imprenditore Salvo Abate del supermarket Md di viale dei Platani: “Chiedo a chi oggi amministra Paternò: si vogliono o no proteggere i commercianti e gli imprenditori di questa città?”
95047.it “Per tutto questo tempo, non ho mai parlato ma ora sono davvero risentito. Chiedo a chi oggi amministra Paternò: si vogliono o no proteggere i commercianti e gli imprenditori di questa città?”. Salvo Abate da 15 anni è al vertice, assieme alle sorelle, della Ds Service Srl che in viale dei Platani gestisce il market Md (in precedenza, 7 ani fa, era Ard Discount): la questione della costruzione ed apertura della Lidl all’ingresso di Paternò finisce col toccare chi, da anni, ha investito sul territorio. Non si tratta di essere pro o contro qualcosa o qualcuno: si tratta, semmai, di capire cosa è meglio per la città. Cosa sia meglio per tutti. E le parole dell’imprenditore quarantenne Abate (famiglia per vocazione da sempre nel settore dell’imprenditoria) uno spaccato sul quale riflettere lo offrono senza troppi giri di parole.
L’apertura di Lidl porterà nuovi posti di lavoro: partiamo da qui per dire che questa è una occasione da non perdere?
“Guardi, le parlo da imprenditore in maniera seria e con dati alla mano: quelli che potrebbero arrivare sarebbero 10 o 15 posti di lavoro. Di più non se ne possono creare per una struttura di mille o mille e cinquecento metri quadri. Che sono lo stesso numero di dipendenti che ho io in viale del Platani. Per cui, faccia lei”.
Si tratterebbe, comunque, di nuovi posti di lavoro.
“Lidl è un colosso straniero che utilizzerà principalmente personale che verrà da fuori. Su questo, non lasciatevi ingannare: è fuorviante parlare di nuovi posti di lavoro. Ma per chi? In ogni caso, io ho pronta una proposta”.
Ci dica, qual è?
“Io, è chiaro, sarò costretto a chiudere mandando a casa i miei dipendenti: propongo al sindaco e agli assessori di fare in modo che vengano assunti dalla Lidl. Sono il numero di dipendenti che servirà al nuovo supermercato. Padri di famiglia che lavorano per me da 15 anni e che sarò costretto a licenziare”.
L’apertura all’ingresso della città sarà così devastante?
“Non c’è alcun dubbio. Dico al sindaco che quell’apertura toccherà prima me in prima persona e poi, via via, tutti gli altri fino all’Eurospin: in questo modo il Comune raggiungerà il suo obiettivo di sviluppo. Io parlo da commerciante e imprenditore; di tutte le altre questioni legate alla viabilità non ne so nulla e non mi permetto di entrarvi. Ci sta che si investa a Paternò: ma così, assolutamente no”.
Cosa crede che accadrà?
“Posso dirle quello che sta già accadendo giorno dopo giorno. Paternò si sta spopolando: i clienti, automaticamente, sono diminuiti. Ogni mese, si arrivano a pagare a stento gli stipendi e se resta un minimo proviamo a reinvestirlo. L’apertura di Lidl sarà una botta per tutti: un colosso che farà chiudere tutti. La mia non è una previsione bensì una certezza”.
E’ un quadro inquietante.
“Quello che mi lascia sorpreso è come chi amministri dimostri di non essere vicino ai commercianti. In questi mesi abbiamo subito rapine, abbiamo dovuto ingaggiare guardie giurate a 1600 euro al mese per proteggere noi e i nostri clienti. Andiamo al Comune a chiedere che possa essere fatto qualcosa per i commercianti della città e la riposta è sempre che non ci sono soldi. Allora, lasciate che venga aperto quello che si vuole: noi e non soltanto noi, lo ripeto, chiuderemo”.
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