All’Inps la protesta dei braccianti paternesi

All’Inps la protesta dei braccianti paternesi

95047.it Domani mattina, dalle ore 9,30 in poi, una cinquantina di braccianti di Paternò che, nel 2014, hanno lavorato presso l’azienda agricola Pappalardo, si recheranno davanti l’INPS provinciale di Catania, in viale Libertà, a protestare contro la cancellazione delle loro giornate lavorative dagli elenchi anagrafici, e quindi, contro il mancato riconoscimento dei contributi previdenziali e dell’indennità disoccupazione agricola. “Se l’azienda agricola in cui questi braccianti hanno lavorato dovesse essere irregolare o avesse commesso degli illeciti, come sembrerebbe, è giusto che subisca tutte le sanzioni previste dalla legge – ha dichiarato Maurizio Grosso Segretario Generale del Mbf SiFUS – ma che l’INPS, in questi casi, debba criminalizzare anche i braccianti che vi hanno lavorato, poichè gli fa comodo basarsi sul meccanismo induttivo, “ditta fasulla /bracciante falso”, costituisce un fatto gravissimo e pertanto, un reato dell’INPS contro i lavoratori veri. L’INPS non è un associazione bocciofila che può permettersi di fare giustizia sommaria. L’INPS è un Istituto prestigiosissimo che rappresenta lo Stato e pertanto, quando cancella un lavoratore, lo deve fare sulla base di prove certe e non sulla base del sospetto come nel caso in specie.
Gran parte di questi lavoratori, come certifica l’ispettorato del lavoro, si sono rotti la schiena, nelle diverse fasi della produzione per mandare avanti questa azienda, pertanto hanno il diritto al riconoscimento dei contributi previdenziali e all’indennità di disoccupazione. La verità è che l’INPS, ha concluso Grosso, ha convenienza ad affrontare questi casi facendo di tutta l’erba un fascio poiché, i grossi dirigenti sulla pelle dei braccianti veri, magari ricevono premi di produzione. L’unica strada per accertare realmente la verità è quella di fare,come la nostra organizzazione sindacale, denuncia da decenni, le ispezioni in corso d’opera, poiché quando l’azienda assume i braccianti, l’INPS conosce il luogo, il nome del lavoratore e per quanti giorni questi lavorerà con la ditta”.