MAFIA, PIZZO DI NATALE AD UN MECCANICO DI NICOLOSI: 4 ARRESTI

Alla prime ore del mattino di oggi, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, la Polizia di Stato ha dato esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare personale, emessa il 15 ottobre scorso dal Gip del Tribunale di Catania, nei confronti di 4 persone traendo in arresto:

Mirko Pompeo Casesa, (cl. 1983), pregiudicato, in atto sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza;

Salvatore Mazzaglia, (cl. 1957), inteso “Nino calcagno”, pregiudicato, già detenuto per altra causa;

Aldo Pappalardo, (cl. 1988), pregiudicato, per il quale il Gip ha disposto gli arresti domiciliari;

Angelina Puglisi, (cl. 1966), per la quale il Gip ha disposto gli arresti domiciliari

ritenuti responsabili, in concorso tra loro, del delitto di estorsione, con l’aggravante di avere commesso il fatto facendo parte Casesa e Mazzaglia dell’associazione mafiosa denominata “Cosa nostra catanese clan Santapaola – Ercolano” e con l’aggravante di cui all’art. 416 bis.1 c.p., per avere commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di assoggettamento e di omertà tipiche di un’associazione mafiosa e con la finalità di agevolarla.

Il provvedimento restrittivo compendia gli esiti di attività di indagine, delegata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania alla Squadra Mobile – Sezione Reati contro il Patrimonio – “Squadra Antiracket” a seguito delle dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Salvatore Bonanno, già appartenente all’organizzazione mafiosa Santapaola – Ercolano, in ordine a condotte estorsive poste in essere da partecipi della frangia di Mascalucia dell’anzidetta associazione mafiosa ai danni del titolare di un’officina meccanica sedente a Nicolosi.
Le indagini condotte dalla Squadra Mobile – Sezione Reati contro il Patrimonio – “Squadra Antiracket” hanno permesso di accertare che esponenti del gruppo di Mascalucia della cosca mafiosa Santapaola – Ercolano hanno costretto la vittima, dal dicembre 2008 sino al 2016, con minaccia consistita nel far valere la loro appartenenza all’anzidetta associazione mafiosa, a pagare, in occasione delle festività natalizie, la somma annuale di 500 euro, talvolta suddivisa in due tranche, a titolo di “messa a posto”.
I soggetti che nel corso degli anni si sono avvicendati nella riscossione del pizzo sono stati individuati in Mirko Pompeo Casesa e Angelina Puglisi (moglie di Salvatore Mazzaglia); l’originaria richiesta estorsiva era stata fatta da Aldo Pappalardo mentre i proventi dell’estorsione venivano destinati al mantenimento in carcere di Salvatore Mazzaglia. Espletate le formalità di rito, Casesa è stato associato alla casa circondariale di Catania – Bicocca, mentre Aldo Pappalardo e Angelina Puglisi sono stati sottoposti agli arresti domiciliari.

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