Ora fanno tutti dietro-front: “Il Pronto soccorso non chiude, scusateci ma dev’esserci stato un errore”

95047.it L’indignazione legata alla chiusura del Pronto Soccorso, un fatto l’ha provocato: da Palermo, ora, si fa gara a smentire tutto. L’assessore regionale parla addirittura di “errore”. In realtà, abbiamo rivissuto l’incubo rivissuto alla chiusura del Punto Nascite. Di seguito, vi riproponiamo le note del Comitato “…per l’ospedale di Paternò” e del senatore Salvo Torrisi.

LA NOTA DEL COMITATO PER L’OSPEDALE. Leggiamo, con rammarico, un post su facebook del Sindaco, Mauro Mangano, relativamente alla chiusura, decisa dall’assessorato regionale alla Sanità, del pronto soccorso dell’ospedale “SS.Salvatore”. Un post, aperto dal primo cittadino “..per parlare di polemiche politiche”.
Nel post si legge: “Ora continuiamo e continuerò a lavorare per il nostro ospedale, con le forze che abbiamo. Mentre molti si limitano ad usare questo argomento per fare un po’ di polemica, come accade spesso in questa città. Poiché a pochi mesi dalle elezioni molti si fregiano di avere l’aiuto e la vicinanza di vari deputati catanesi,…….il candidato Anthony Distefano all’onorevole Concetta Raia, ci auguriamo che sappiamo utilizzare il clima pre-elettorale, stavolta, per strappare loro l’impegno reale per l’ospedale.”

Il primo cittadino sembra lanciare la pietra, per poi ritirare la mano. Chiama in causa uno dei componenti più importanti del comitato, collegando ad un deputato regionale, tirandoci dentro una polemica politica, per poi affermare che occorre l’impegno di tutti insieme, senza divisioni.
Per fare chiarezza. Il comitato “difendiamo l’ospedale”, la cui esistenza è vecchia di anni, non ha mai fatto politica e mai la farà. L’unico obiettivo che ha messo insieme: associazioni di volontariato, pezzi della società civile, liberi cittadini, operatori dell’informazione, operatori sanitari, il mondo della scuola, è uno: salvare la sanità del territorio a difesa del sacrosanto diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della nostra Costituzione.
Per fare questo abbiamo agito a 360°. Abbiamo incontrato i deputati regionali di tutti i partiti politici; abbiamo incontrato la città nelle Parrocchie che con grande slancio ci hanno aperto le loro porte; siamo scesi in strada per più manifestazioni; abbiamo incontrato i vertici della Regione; abbiamo avviato un dialogo con l’attuale dirigenza dell’Asp e con la precedente, per chiedere la riapertura delle sezioni dell’ospedale rimaste ad oggi chiuse; abbiamo seguito la nascita, in ospedale del “Tribunale per i diritti del malato”; abbiamo intentato più cause per chiedere chiarezza alla Magistratura catanese, l’ultima delle quali proprio in riferimento ai numeri del pronto soccorso. Non abbiamo lasciato nulla di intentato, nulla. E continueremo nella nostra battaglia con quanti vorranno aggregarsi.
Non ci stiamo dunque a far “sporcare”, con polemiche politiche e giochi di potere, che non ci interessano, il nostro lavoro frutto di fatica, impegno, denaro, tempo sottratto alle nostre famiglie. Siamo fuori dalla campagna elettorale.

Un punto però va chiarito, avremmo preferito non farlo oggi, come non è mai stato fatto fino ad ora, perché ognuno sceglie i percorsi che vuole e non amiamo le polemiche, soprattutto politiche.
Il primo cittadino, Mauro Mangano, ha ricevuto la prima maglietta del nostro comitato. Lui e nessun altro politico ha il nostro simbolo. Il nostro gesto era stato chiaro: Sindaco sei dei nostri, ti vogliamo con noi. Le nostre strade si sono, però, subito divise, rimanendo sempre diverse. Nessun sostegno da quest’Amministrazione abbiamo ricevuto durante le nostre battaglie, quando abbiamo chiesto al Sindaco un atteggiamento più forte contro la chiusura del Punto nascite. Soli siamo sempre rimasti, anche alla notizia della denuncia penale intentata. Sentire oggi di impegno, di battaglie tutti insieme, ci fa amaramente sorridere. Vorremmo fatti e non parole. Infine, ma non in ordine di importanza, visto che noi preferiamo i fatti alle parole, abbiamo contattato l’assessore regionale alla Sanità, Baldo Gucciardi che ci ha rassicurato rispetto al pronto soccorso. L’assessore ci ha evidenziato che si è trattato di un refuso, il pronto soccorso a Paternò resta, visto i suoi circa 30 mila accessi all’anno, ben sopra rispetto al limite di 20 mila, fissato dal decreto Lorenzin.

LA NOTA DEL SENATORE SALVO TORRISI. A seguito delle allarmanti notizie di questi giorni sulla eventuale chiusura del Pronto Soccorso dell’Ospedale civico SS. Salvatore di Paternò, e delle comprensibili apprensioni da parte dei paternesi, mi sono attivato per comprendere quanto era in atto in sede regionale.
Dopo avere contattato l’assessore alla Salute della Regione Sicilia Baldo Guccciardi, ho avuto la rassicurazione che il Pronto soccorso di Paternò non sarà chiuso.
Alla base di tale affermazione sta quanto contenuto nel Decreto nazionale Balduzzi, che è a fondamento del Piano sanitario regionale, il quale indica la chiusura dei presìdi di Pronto Soccorso con meno di 20 mila prestazioni annue, mentre a Paternò tale cifra è abbondantemente superata poiché ne tocca 30 mila. Pertanto, ne divulghiamo la notizia dopo che l’assessore Gucciardi ha confermato la continuità dell’attività del Pronto Soccorso dell’Ospedale civico di Paternò a servizio della collettività e del territorio.

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4 Comments

  1. Carissimo cittadino capisco che non segui l’evoluzione dei decreti di rimodulazione della rete ospedaliera da quando governa Crocetta sono stati fatti 3 decreti di rimodulazione della rete ospedaliera ,sono stati salvati ospedali che erano stati chiusi perché amministrati dagli amici del PD ,quindi in questi 4 e mezzo di amministrazione Mangano se voleva ,rivolgendosi ai suoi amici del Pd ,avrebbe salvato e potenziato l’ospedale .Carissimo cittadino non rimanere a 6 anni fa la vita continua e la politica cambia ,svegliati

  2. Paternesi state tranquilli….il problema riapparirà al momento delle elezioni….qualcuno userà l’ospedale fare propaganda elettorale!

  3. Ma i seguaci di questi pseudo politici nominati non sono tutti ex lombardiani? Tutti sappiamo che anche se sono comparsi in tv assieme al comitato, sono stati loro a sostenere la chiusura dell’ospedale, alle elezioni i cittadini lo ricorderanno, invece specificatamente per l’on. Raia non ci saranno problemi con i voti che avrà a Biancavilla sarà sicuramente rieletta, grazie di tutto.

  4. Appurato che l’errore sta nelle carte, e che, chiunque le avesse lette sarebbe arrivato alla conclusione che il PS di Paternò doveva essere chiuso, non è possibile che quando ci fù il taglio del punto nascite di Paternò i dati, ovvero le 500 nascite minimo di un ospedale per restare aperto, siano stati manipolati, letti male, trascritti ad cazzum o altro?

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