Se la Metropolitana segna il passo solo a Paternò

95047.it Negli ultimi anni e sino a mercoledì della settimana scorsa, abbiamo assistito a tagli del nastro legati alla Metropolitana della Fce a (in ordine di tempo) Santa Maria di Licodia, Adrano (due volte) e Biancavilla. Sempre la settimana scorsa è toccato a Misterbianco “vantarsi” di avere dato il là al collegamento diretto con Catania. Nella lunga catena manca un anello soltanto: Paternò. Guardacaso, da mesi, rilanciamo sulla necessità di riaprire un dibattito che faccia luce su quale sorte spetterà alla nostra città nell’ambito di un potenziamento delle infrastrutture che – ad oggi – ci taglia desolatamente fuori.

Vale la pena, a tal proposito, riprendere il puntuale intervento del collega Alfio Cartalemi sulle colonne de La Gazzetta Rossazzurra:
“Il Ministro dei trasporti e delle infrastrutture Del Rio nei giorni scorsi ha presenziato alla consegna dei lavori per il completamento della tratta metropolitana  Borgo – Nesima e all’inizio dell’attività del cantiere per la tratta Nesima – Monte Po’. Presenti il sindaco di Misterbianco Nino Di Guardo e il gestore della Ferrovia Circumetnea Virginio Di Giambattista che hanno illustrato al ministro la tratta Nesima-Monte Po che arriverà sino all’Ospedale Garibaldi di Nesima. Desta stupore come Paternò, nel momento di cogliere ogni opportunità di sviluppo e porsi propositivo per lo sviluppo infrastrutturale del territorio,  vedi il caso ospedale, Asi e metropolitana, è totalmente assente o tagliato fuori.  Mercoledì 29 luglio è stata inaugurata la nuova tratta metropolitana di Biancavilla, lunga quattro chilometri e mezzo, tre dei quali in galleria. In sette anni, insomma, secondo le previsioni della Fce, la città metropolitana di Catania sarà dotata di una rete sotterranea degna di una grande città europea che sarà la spina dorsale di un sistema di trasporti integrato con Amt e Ferrovie. Ma anche, come ha spiegato il prof. Giuseppe Inturri, esperto di Mobilità dell’Università di Catania, con cabinovie e parcheggi scambiatori. Tutto questo, con l’incentivo all’uso di mezzi elettrici e biciclette, consentirà di liberare la città di Catania da un traffico sempre più soffocante e da un inquinamento che incide pesantemente sulla salute dei cittadini. Domande; e Paternò? In tutta questa vicenda Paternò sembra essere esclusa. Comuni come Adrano, Biancavilla e Santa Maria di Licodia hanno avuto le loro nuove stazioni interrate, mentre a Paternò il nulla, come se non esistesse. Che fine ha fatto il tratto collegante Misterbianco con Paternò? Che fine ha fatto il progetto esecutivo ed il finanziamento della parte centrale dell’importante infrastruttura?
Le ultime notizie in riferimento a questo argomento, risalgono a qualche mese fa, quando il problema fu sollevato dal network 95047.it  trovando  riscontro isolato  in una nota del presidente del consiglio, la quale comunicava che il tracciato riguardante il territorio di Paternò, era stato modificato con un nuovo percorso, che si sarebbe sviluppato a nord dell’attuale stazione, con la soppressione di tutto il tracciato curvilineo da Giaconia a Paternò”.

Alfio Cartalemi sottolinea, poi, come “Dopo questa comunicazione, non è arrivata nessuna presa di posizione da parte del primo cittadino e nemmeno dei consiglieri comunali, in merito a possibile iniziative da intraprendere. Nessuna richiesta di chiarimenti, e nessuna presa di posizione da parte dell’ufficio competente, un silenzio assenso che lascia supporre, come tutto è stato già deciso, tale da rendere il progetto originario compatibile con la situazione reale dei luoghi,  dal momento che la stessa Presidente del consiglio fa sapere che la linea si svilupperà in sottosuolo in corrispondenza dell’attuale caserma dei Vigili del fuoco, per uscire in zona Ardizzone a ridosso della nuova presunta stazione. Il paradosso di tutta questa vicenda, forse sconosciuta alla nuova classe dirigente, l’idea, di una nuova linea ferrata, era partita proprio da Paternò nel lontano 1984 quando il Comune di Paternò aveva approvato una variante al PRG per localizzare in Zona Ardizzone il progetto per la costruzione di un Deposito –Officina che da Ognina si sarebbe costruito a Paternò (invece realizzato ad Adrano)”.

Un’analisi lucida e netta. Tuttavia, non disperate: alla faccia di questi giornalisti impiccioni che non riescono proprio a tacere su temi di così poco conto, prima o poi – per virtù divina – la situazione si sbloccherà. E noi ci crediamo. Giusto un pò, mica così tanto.

2 Comments

  1. Nessun problema, raggiungeremo catania e i paesi limitrofi attraverso le vie francigene

  2. Purtroppo quello che era un sogno, per mio padre, non si è potuto realizzare perchè a Paternò, negli ultimi 30 anni si è lavorato solo per cancellare quello che era stato fatto in passato e non realizzare tutto quello che era stato ideato.

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