Ufficiale: chiude il Punto Nascite di Paternò. Hanno vinto la malapolitica e l’indifferenza

95047.it [Avviso ai benpensati: questo non è un articolo di cronaca. E’ il punto di vista dallo stomaco della città] 

Solo le battaglie portate avanti dalla città attraverso l’opera del Comitato…per l’Ospedale di Paternò (e da pochissimi altri) ne avevano allungato la vita: adesso il vergognoso disegno politico portato avanti nel corso degli ultimi anni è stato completato. Il Punto nascite di Paternò chiude. Chiude per sempre. Ha vinto la malapolitica: qui i criteri di sicurezza sono solo una meschina giustificazione. Ha vinto il disinteresse per una città che non ha più santi in paradiso. Assieme a quello di Paternò, chiudono anche i Punti nascite di Cefalù e Licata. La temporanea guardia attiva ostetrico-ginecologica resterà solo fino alla dismissione finale del Reparto. Mille anni di storia dell’ospedale paternese presi e cancellati senza il minino rispetto.

Poco altro da aggiungere. La notizia è questa e non occorre spendere altre parole. Se non una considerazione: quella che il nostro territorio, la nostra città è ormai quotidianamente terra di saccheggio di chiunque; nell’inerzia e nell’indifferenza di chiunque. Demagogia? No, più semplicemente lo stato attuale delle cose. Sono fatti. Non opinioni. Oggi è un giorno triste per tutti i paternesi. Punto.

5 Comments

  1. Il sindaco di Paterno’ faccia come i Sindacodi Cefalù ,chieda di rivedere il decreto della chiusura dei punti nascita ,la stessa cosa faccia il sen.Torrisi, e non comunicati che non servono a niente ci voglio azioni forti se si ha a cuore la salute dei cittadini paternesi

  2. Spero che il Comitato per l’ospedale non demorde dalla lotta a difesa dell’ospedale se no sarebbe la fine ,in una città dove la politica e’ assente o collusa con chi sta saccheggiando la nostra città ,prima ci hanno tolto il tribunale ,la Serit,tra poco l’Inps ,e adesso l’ospedale tra il silenzio ,l’incapacità e la rassegnazione da parte della triade Mangano-Palumbo- Torrisi che vanno avanti solo con comunicati e non prendendo nessuna iniziativa per la loro scarsa influenza politica e barattando il loro silenzio per i propri tornaconti politici come ad esempio qualche candidatura alle elezioni nazionali o per qualche posto di primario all’Asp.Siete rimasti l’ultimo baluardo a difesa di una città sprofondata nel buio più assoluto, la città e’ con Voi andate avanti continuate la vostra battaglia per l’ospedale.

  3. A mio modo di vedere, meschina é stata anche l’evidente strumentalizzazione fatta dall’assessore Borsellino, della tragedia avvenuta di recente a Catania, nel senso che la stessa ha abilmente preso a pretesto la cosa per giustificare la chiusura del punto nascite del nostro ospedale, che come sappiamo era stata decisa nel 2012 dal vergognoso Decreto Russo, assessore regionale della giunta Lombardo, e dunque la sua operatività era andata avanti a colpi di proroghe.

    Poiché la tragedia della piccola Nicole si é consumata alla clinica privata Gibiino di Catania, la Regione avrebbe dovuto decretare la chiusura di quella struttura, non quella dei punti nascita di Paternó, Licata e Cefalú, peraltro di ospedali pubblici. Ma si sa, anche se possibilmente dopo quanto é successo la Gibiino registrerà una pesante contrazione del numero dei parti – perché minore potrebbe essere il numero di coloro che vi si rivolgeranno per far nascere i propri figli – e la struttura ne registrerà meno di 500, non verrà comunque toccata, perché porta quel nome, e l’ominimia col parlamentare di Forza Italia é tutt’altro che casuale.

    Dunque, essendo la Gibiino di proprietà di parenti stretti di un grosso esponente della casta politica siciliana, essa puó permettersi tutte le negligenze possibili e inimmaginabili, mai e poi mai rischierà la chiusura, anche se dovessero esisterne i presupposti, perché la casta politica o malapolitica (che potrebbe essere la forma contratta di “malavita politica”, in quanto malavitosa é la condotta di coloro che ne fanno parte), la cui suddivisione in fazioni partitiche é solo apparenza, ma di fatto non esiste, non prende mai provvedimenti che potessero danneggiare i suoi membri o le persone a costoro legati.

    Certamente, se si é arrivati a quest’epilogo, é soprattutto colpa di gran parte dei nostri concittadini. Addossare tutta la colpa all’incapacità, all’inettitudine e al menefreghismo della classe politica che Paternó si ritrova, é retorico oltre che scontato. Fino a prova contraria siamo stati noi paternesi a dargli il voto – ovviamente il “noi” é generico – e di conseguenza é colpa nostra se politicamente a livello provinciale e regionale non contiamo nulla. Facciamoci dunque un esame di coscienza e alle prossime elezioni amministrative o regionali, pensiamoci bene a chi votare, anche se secondo me chi non é convinto di andare a votare o chi di politica non ne capisce nulla, é meglio che se ne sta a casa, perché col suo voto puó contribuire a consegnare il potere politico agli elementi peggiori.

    Tanti gli errori commessi dai cittadini paternesi, non solo di quelli che per puro “snobbismo” fanno nascere i loro figli a Catania (i quali se tanto si vergognano della loro paternesità, che vadano a stabilirsi altrove, nessuno li trattiene), ma anche di quelli che alla città sono profondamente legati e hanno fatto nascere i propri figli a Paternó, rei a mio parere di scarsa reattività, nel complesso dell’intera vicenda che ha avuto origine nel 2010, e che si é mestamente chiusa ieri.

    Quando nel 2012 la giunta Failla organizzò e promosse il primo corteo a difesa del punto nascite del nostro ospedale, boicottato dai paternesi perché ritenuto “politico”, quando vi parteciparono anche gli esponenti dell’opposizione a quella giunta, tra cui l’attuale sindaco Mangano, allora consigliere. In quel momento Failla – purtroppo e sempre per colpa dei paternesi che per due volte lo hanno eletto – era la massima autorità cittadina, e dunque l’iniziativa della sua giunta andava seguita da tutti i paternesi che avevano davvero a cuore le sorti del nosocomio, a prescindere dal proprio orientamento politico. Invece disertandolo, abbiamo dato un pericoloso messaggio ai vertici ASP e alla Regione, e cioé che della sorte del nostro punto nascite ce ne stiamo fregando e che la decisione di sopprimerlo ci va bene. Idem é accaduto l’anno successivo quando alla manifestazione organizzata da Muoviti Paternò, vi parteciparono non piú di 500 persone, perlopiù studenti, associazioni e politici, troppo pochi per una cittå come la nostra che di abitanti ne conta poco meno di 50.000.

    Prendiamoci dunque noi cittadini paternesi le nostre responsabilità, e impariamo dagli errori commessi in passato per non commetterli in futuro.

  4. Oggi è il giorno più triste per la città, il punto nascita chiude e con esso il diritto delle donne paternese e non solo a poter partorire nel proprio ospedale tra l’indifferenza della politica locale e dei nostri rappresentanti nazionali.Che dirà adesso il Sindaco e il Vice sindaco che già conoscevano la notizie perchè glielo aveva comunicato il Direttore Generale quando alcuni giorni fà assieme al primario di Ostetricia ha visitato il punto nascita? .Ma la cosa più grave è che tengono aperti punti nascita come Bronte e Biancavilla che non hanno i minimi requisiti di sicurezza previsti nel riordino della rete dei punti nascita vedi: Utin e Centrotrasfusionale ,e che non raggiungono i 500 parti ma che hanno Sindaci e politici regionali e nazionali che hanno avuto la forza politica di far cambiare la sanità del nostro territorio.

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