72 anni fa i tragici bombardamenti su Paternò

72 anni fa i tragici bombardamenti su Paternò

95047.it Settantadue anni fa. Una delle battaglie più cruenti della Seconda Guerra Mondiale, fu combattuta a Paternò. A Sferro, il confronto finale fra i soldati tedeschi e quelli inglesi: vinsero questi ultimi ma sul campo i morti furono centinaia. Morirono anche diversi italiani. Anche tanti paternesi. Tutto era stato proceduto da sette bombardamenti delle forze Alleate che rasero al suolo la città. Morti su morti ed ancora morti. Intere famiglie sterminate: chi poteva fuggiva nelle campagne della Piana. Ma pure lì no si trovava scampo. Il 5 agosto le truppe inglesi occuperanno definitivamente Paternò per dirigersi verso Catania: ma il prezzo in termini di vite umane fu tragico e orrendo.

I morti paternesi furono quantificati in circa 4 mila. Una recente ricerca dello scrittore e documentarista paternese, Ezio Costanzo, ha tuttavia dimostrato che forse furono “solo” 500. Ma, indipendentemente dai numeri, dall’empirismo, dalle suggestioni e da tutto il resto, quello che resta è la testimonianza di un giorno che, per i paternesi, non può essere come tutti gli altri. Come non ricordare, allora, la figura del frate cappuccino, Vincenzo Ravazzini che allestì un campo di ricovero dei feriti alla villa Moncada: manco a dirlo, il 15 luglio il sito venne raso al suolo dai bombardamenti. Morirono tutti. Anche frate Ravazzini: a lui ed ai morti di quel giorno, è stata eretta una stele proprio alla villa comunale.

La guerra che devasta. La distruzione, l’orrore umano dominano nel mondo ancora oggi. Paternò, da par suo, non deve dimenticare. La memoria è sempre un buon antidoto alla bestialità dell’uomo.

2 Commenti

  • Alla villa morì il mio bisnonno. Il suo corpo non fu mai trovato, andava a trovare amici che non avevano più nulla, per dare loro aiuto. Qualche paternese oggi si sente fiero dei nonni che prima facevano parte delle fasce nere ma quando le cose si misero male diventarono a loro dire partigiani o semplicemente fuggirono. Spero che un giorno questi cognomi prestigiosi saranno pubblicati.

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