Che fine farà l’ospedale di Paternò? I limiti e gli errori della politica

Che fine farà l’ospedale di Paternò? I limiti e gli errori della politica

95047.it Di seguito, il pezzo pubblicato domenica 20 dicembre e disponibile pure al seguente link: IL COMMENTO

SALVO FALLICA – E’ evidente a tutti che l’ospedale di Paternò, un tempo fra i più importanti della provincia di Catania, continua a subire un progressivo smantellamento. Non si tratta più di indebolimento ma come è stato denunciato più volte da alcune realtà della società civile e da una piccola parte della politica l’ospedale continua ad essere “smantellato, pezzo dopo pezzo”. Le classi dirigenti degli ultimi lustri di Paternò, governi locali in primis, non hanno saputo né invertire la tendenza né proporre delle valide strategie alternative. Non fosse stato per coraggiosi esponenti della società civile, e per la stampa locale in primo luogo, il tema ospedale sarebbe già sparito dei radar.

Appare chiaro che è un tema spinoso e complesso, ed è nel contempo una delle metafore del fallimento di buona parte della politica locale che non è stata e non appare in grado di trovare una soluzione. Sia chiaro, l’operazione d’indebolimento delle strutture sanitarie locali parte dalla revisione di spesa dei governi nazionali che hanno tolto fondi alle regioni (e sempre più si va in questa direzione), vi sono errori anche delle Regioni che non sempre riescono a verificare la validità e l’importanza della strutture sanitarie, ma tutto questo non può essere un alibi per le classi dirigenti di Paternò. Perché basta dare uno sguardo ad altre comunità decisamente più piccole di Paternò che non hanno perduto i punti nascita, anzi hanno avuto progetti di potenziamento in diversi settori. E’ stato frutto del destino cinico e baro? Tutti sanno che non è così, vi sono state classi dirigenti di altre realtà locali che hanno saputo non solo difendere le loro strutture sanitarie ma hanno lavorato concretamente per potenziarle. Gli esempi sono talmente vicini a Paternò che non occorre nemmeno citarli.

L’opinione pubblica lo ha capito talmente bene da raggiungere un livello alto di indignazione. Basta dare ascolto ai cittadini in ogni luogo pubblico per poter ascoltare la loro sofferenza per l’indebolimento dell’ospedale di Paternò. Che ricordiamolo non è stato e non è solo la struttura sanitaria della città ma di un vasto comprensorio di oltre 150 mila abitanti, che per i suoi reparti di eccellenza (dicono alcuni addetti ai lavori) vede giungere persone anche dalle aree di Enna, Caltanissetta, e dalla parte settentrionale del Siracusano. Ebbene, è mancata una valida spiegazione da parte delle classi dirigenti dei punti di forza dell’ospedale, una battaglia progettuale e non meramente di protesta per il rilancio dell’ospedale. Abbiamo letto comunicati stampa del governo locale pieni di annunci, di vittorie riportate, mentre l’ospedale subiva e continua a subire un processo di ridimensionamento. Invece di affrontare il tema con il giusto coraggio, lo si è rinviato, e non viene trovata una soluzione razionale ed adeguata.

Fra i molti cittadini che sono impegnati per questa battaglia e lo sono tutt’ora, vi sono due colleghi giornalisti, Mary Sottile ed Anthony Distefano. Per amore della città vedendo “la mancanza dei risultati da parte anche del governo locale” hanno dovuto supplire alla carenza di leadership sul tema ospedale impegnandosi in prima linea. Sono pure stati criticati per questo motivo ma hanno fatto una cosa positiva per la comunità così come tutto coloro che hanno combattuto e combattono con loro. Il tema dell’ospedale è super partes, vede impegnati dai movimenti civici e politici (anche i 5 Stelle, che stanno mostrando coerenza nel denunciare la distanza tra il piano degli annunci e quello dei fatti da parte del governo locale su molti punti importanti della vita cittadina) al senatore Salvo Torrisi. La battaglia per l’ospedale di Paternò trascende i colori politici ma non tutti purtroppo lo hanno capito. Paternò paga la sua debolezza ed il suo semi-isolamento politico, paradossalmente anche quando vi sono due governi, nazionale e regionale, di centrosinistra. Sono gli errori del passato che continuano ad essere ripetuti.

Non va dimenticato l’impegno serio sul tema degli ultimi due presidenti del consiglio comunale, Giuseppe Lo Faro e l’attuale Laura Bottino (di colori diversi, a dimostrazione ulteriore di come il tema sia super partes). Va anche ricordata la questione giudiziaria: il senatore Torrisi ha fatto denunce circostanziate e puntuali su questi temi sollevando dei torti, anzi delle “vere e proprie ingiustizie”, che l’ospedale avrebbe subito. “La mancata realizzazione dell’ampio progetto dei lavori di ristrutturazione dell’ospedale è uno scandalo”, ribadisce Torrisi. Non entriamo nel merito tecnico, ma obiettivamente anche questo aspetto non andava e non va sottovalutato.

Infine ma non ultimo, è da apprezzare la sensibilità del maestro Salvatore Coniglio, un talento della musica classica che ha avuto riconoscimenti a livello regionale e nazionale, molti di più che in patria (anzi più volte ci ha raccontato con amarezza delle sottovalutazioni “incomprensibili” e degli “ostruzionismi” che ha “subito, anche negli ultimi anni, da parte della politica locale” sulle sue iniziative culturali) che ha fatto un bel concerto per riportare la luce dei riflettori sul tema dell’ospedale. Intensa e forte la sua musica quanto sempre più sottile è il filo della speranza per il futuro dell’ospedale, metafora di una Paternò sempre più debole, fragile ed in declino…

2 Commenti

  • Sicuramente il Dott. Fallica non conosce bene o fa finta Di conoscere la questione ospedale perche’ a differenza dei colleghi citati Lei non si e’ mai visto in una manifestazione a difesa dell’ospedale se no avrebbe citato tanti altri soggetti che da 5 anni si battono per la difesa dell’ospedale .In merito all’interessamento del Sen. Torrisi e dell’attuale pres.del cons.comunale debbo dire con molts onesta’ Che si sono visti solo durante qualche manifestazione ma in concreto non hanno mosso un dito in base al ruolo istutuzionale che ricoprono: ricordo al Dott. Fallica Che il Ministro Della salute e’ dello stesso partito del Sen.Torrisi pertanto se voleva incidere sul l’ospedale lo poteva fare benissimo mentre non ha fatto nulla,limitandosi ad una denuncia dai carabinieri ;il pres.del cons. considerato Che la regione Sicilia e’ amministrata da una giunta Di Centro sinistra e Quindi poteva avere dei contatti diretti con l’assessore alla salute e’ rimasta immobile ,se no quello Di convocare un consiglio straordinario sull’ospedale .Carissimo Dott.Fallica ,la verita’ e’ una sola : Che se non fosse stato per il Comitato a difesa dell’ospedale a quest’ora era gia’ stato chiuso Quindi la invito la prossima Volta ad essere piu’ preciso nel suo commento e di dare I giusti meriti a chi da molti anni si batte veramente per l’ospedale e non a chi fa solo passerella.

  • La risposta che si può dare all’interrogativo posto da Fallica in questo su articolo, relativamente al futuro dell’ospedale di Paternò, credo sia solo una, e preferisco non dirla perché mi renderei troppo pessimista, o senza volerlo una “cucca”.

    Si cerca di salvare il salvabile, dopo che abbiamo perso il punto nascite e l’unità di pediatria, entrambi trasferiti all’ospedale di Biancavilla, ma ad essere realisti e senza farsi inutili illusioni, penso davvero sia troppo tardi, e lo é per le ragioni esposte nell’articolo, ovvero l’inconsistenza della politica paternese, e poi perché come spiega l’editorale di due giorni fa del Direttore Distefano su questa testata, a molti paternesi della possibile chiusura del nostro ospedale frega poco o nulla. Spero sinceramente di sbagliarmi, e che invece il destino del nostro nosocomio sia diverso da quello prospettato.

    Se a molti cittadini paternesi importa poco della chiusura dell’ospedale “SS. Salvatore”, figuriamoci quanto possa importare al personale amministrativo, medico e infermieristico che vi opera, ai quali, essendo dipendenti ASP, la cosa non li tocca minimamente, in quanto le medesime mansioni possono tranquillamente svolgerle in altre strutture sanitarie. Ricordiamoci tra l’altro che, non pochi di coloro che lavorano nel nostro ospedale, fanno politica attiva in città, ed alcuni di loro fanno parte di giunta e consiglio comunale, e come abbiamo avuto modo di vedere hanno fatto solo la solita passerella e niente più.

    Criticare la Sottile e Distefano per il fatto che sono giornalisti e sono in prima linea nella battaglia a difesa dell’ospedale, é da idioti, quando in realtà andrebbero sostenuti ed elogiati, avendo questi il merito di dar voce a quella parte della città che si oppone allo scippo subito. Di positivo c’é stato sicuramente il fatto che alla manifestazione di ieri mattina maggiore é stata la partecipazione da parte dei cittadini, certamente più numerosi che in altre occasioni, ma ripeto, temo che purtroppo siamo fuori tempo massimo.

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