A Natale spendiamo in città

95047.it La migliore risposta al vortice della crisi ed ai tentativi dei balordi di mettere in ginocchio le attività commerciali del territorio con spaccate o furti (sensibilmente diminuiti nei mesi recenti grazie ad un rafforzamento dei controlli sul territorio da parte delle Forze dell’ordine, nonostante il numero di uomini a disposizione sia rimasto uguale) è una e soltanto una: ovvero, acquistare in città.
Non ci sono altre strade. Almeno nell’immediato. 
Di recente la Confcommercio paternese ha lanciato una iniziativa che dalla fase embrionale potrebbe spingersi oltre arrivando a costituire – da qui in avanti – una vera e propria rete: quella di negozi che favoriscano, in questo Natale, chi spenderà nelle attività della città. Poca cosa rispetto al devastante momento economico? Forse. Ma è sempre meglio che restare con le mani in mano ed attendere un segnale dal cielo che difficilmente arriverà.


Personalmente, ho parecchio apprezzato il tentativo del presidente di Confcommercio Paternò, Stefano Bella, e di Ludovico Lizzio di non assistere inerme allo sfacelo. “Ci stiamo provando – spiega Bella – ma è importante che si capisca che ci si deve muovere. Fare in modo che i negozi siano vivi, significa rendere viva una città e renderla anche più sicura”.

Si prova a ripartire da qui. Ed al di là del facile scetticismo, della titubanza, del vittimismo latente che caratterizza un territorio a forte rischio depressione, è giusto provarci. Più che giusto.
Spendere in città in questo Natale. Proviamoci.

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1 Comment

  1. Saggia e condivisibile la scelta della confcommercio cittadina, però bisogna far comprendere i commercianti locali che an che loro dovrebbero acquistare prodotti genuini made in Italy. E, dopo convincere gli acquirenti che frequentano i canali telematici a comprare in loco La base di (amazom foto si ecc.) sono oltre lo stretto, con i soldi del loro profitto, non scenderanno mai a Paternò nemmeno per un caffè, quindi. Chi compra su internet, vero risparmia, ma toglie risorse economiche al territorio. Attenzione, a mio parere non sono i grandi magazzini a sottrarre liquido all’economia locale

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