A proposito della gara sui plessi scolastici

95047.it “Egregio Direttore,
Le scrivo in merito alla polemica divampata sulla stampa locale in riferimento alla gara d’appalto per i servizi di ingegneria ed architettura (progetto) relativa all’efficientamento energetico di due istituti scolastici di Paternò.
I fatti. Il capo settore LL. PP. del Comune di Paternò, Ing. Eugenio Ciancio, bandisce due procedure aperte per i individuare i due progettisti cui affidare l’incarico di progettazione prima indicato. La stranezza consiste nel fatto che tale bando di gara prevede la scadenza della presentazione dell’offerta entro le ventiquattr’ore successive all’invito (01.03.2016), la celebrazione della gara il 02.03.2016 ed il compimento dell’opera (progetto esecutivo) e relativa consegna entro i successivi sette giorni (09.03.2016).
La ristrettezza dei termini scatena un putiferio e ci può stare – su tale argomento tornerò tra breve – ma la cosa assolutamente non condivisibile è il crucifigge cui viene sottoposto l’Ing. Ciancio. Si adombra che possa avere agito in questa maniera per chissà quali inconfessabili motivi. Di certo per favorire qualcuno. A scanso d’equivoci non ho partecipato alla gara sebbene invitato, quindi non posso essere tra i favoriti che vogliono allontanare da loro i sospetti.
L’ing. Ciancio non ha bisogno di alcun avvocato difensore e, lungi da me l’idea di condurre una difesa d’ufficio dello stesso, sulla cui dirittura morale non possono esservi dubbi, mi preme stigmatizzare l’idea che qualsiasi cosa si faccia, ancorché piuttosto fuori dall’ordinario, scateni nella nostra città il sospetto di chissà quale raggiro o, peggio, un fiume di dietrologia teso a dimostrare che c’è del marcio. Quanto detto passi per i giornalisti che vendono notizie e che in alcuni casi non dominano la materia di cui parlano e si fidano delle loro fonti, ma non può passare per i Professionisti (le fonti giornalistiche – architetti ed ingegneri) che dovrebbero essere addentro alle norme che regolano la loro professione e deontologicamente predisposti a ritenere sempre (fino a prova contraria) il comportamento di un loro collega al di sopra di ogni sospetto. Per i Professionisti non può passare. O dimostrano le loro asserzioni o tacciano. Vediamo quindi se la gara bandita dall’Ing. Ciancio era tecnicamente manovrabile o meno.

Ciancio ha invitato alla gara cento persone, dicasi cento, ed ha ricevuto, nonostante il brevissimo termine assegnato, come era facile immaginare circa il 25% delle adesioni (per l’esattezza 24 buste). Chi si occupa di lavori pubblici e di gare di progettazione sa che, superate le dieci offerte, si va col taglio delle ali e così via. Cioè la gara diventa assolutamente ingovernabile. Nessuna operazione truffaldina può sottendere una procedura aperta a cui sono invitati cento operatori economici e chi sostiene il contrario, almeno tra gli addetti ai lavori, o è stolto o in malafede.
Venendo al merito della questione, il problema non è tanto la ristrettezza dei termini di presentazione delle offerte, quanto quello del tempo disponibile per l’esecuzione della prestazione che è veramente insufficiente per una prestazione non dico ottima, ma degna di essere guardata. Ma questo purtroppo non è colpa dell’ing. Ciancio, ma dell’idiozia regionale e principalmente del fatto che l’Amministrazione Comunale non abbia mai tentato di dotarsi di un parco progetti. Forse risparmiando su qualche patrocinio e/o contributo a sagre, società inconcludenti e feste varie di quartiere, se non addirittura di vie cittadine potrebbe dotarsi di qualche progetto definitivo sì da poter partecipare a questi bandi che prevedono scadenze da giorno prima della pubblicazione.
Mi sia consentita un ultima considerazione. Fossi stato nei panni dell’Ing. Ciancio avrei individuato i due professionisti che ritenevo in grado di poter eseguire il servizio, nel pur brevissimo tempo a disposizione, e avrei loro conferito l’incarico, atteso che la legge me lo consentiva, trattandosi di incarico il cui onorario è inferiore ad € 40.000,00. Ma lui no, volendo agire nella massima trasparenza, ha bandito una gara, assolutamente non manovrabile e travolto dai sospetti assurdi l’ha bloccata. Cosa assolutamente comprensibile, anche se da me non condivisa. Sarebbe dovuto andare avanti fino alla fine.

La morale è che la città, per insipienza dell’Amministrazione che, non solo non si dota di un parco progetti, ma che non ha difeso nemmeno il suo funzionario che si è esposto unicamente nell’interesse della città, ha perso di certo la possibilità di usufruire di un finanziamento del 1,2 mln di euro per migliorare la qualità assolutamente scarsa di due edifici scolastici”.

NOTA DEL DIRETTORE. Se i giornalisti “vendessero” notizie sarebbero più ricchi del sultano. I giornalisti raccontano notizie e fanno domande. Tutto il resto, rimane al giudizio dei lettori. Con stima, Anthony Distefano

1 Comment

  1. Condivido perfettamente con ciò che il collega Ciatto ha scritto e mi è assai dispiaciuto che altri colleghi ingegneri ed architetti abbiano tentato di “crocifiggere” l’ing. Ciancio per le procedure assai ristrette, al limite dell’impossibile, determinate non dalla sua volontà ma imposte dalla burocratica Regione Siciliana. Come già ribadito ad Eugenio non ho condiviso la sua scelta, corretta sotto tutti i punti di vista, di affidare gli incarichi con una gara aperta addirittura a 100 professionisti. Avrebbe potuto affidare direttamente l’incarico a chi ritenesse avere i titoli e qualifiche necessarie, mentre ha scelto per una maggiore trasparenza la procedura della gara aperta 100 tecnici anche, penso, per sviare eventuali “mali pensieri” che a quanto pare sono affiorati a più di un professionista: pensieri e parole assai lontani dalla deontologia professionale che dovrebbe distinguerci.

    Come scrive Uccio Ciatto, l’Amministrazione DEVE provvedere a crearsi un parco progetti idoneo per partecipare ai bandi, sempre più limitati nei numeri e nei tempi di presentazione (forse sarà un metodo di selezione naturale?), ma credo anche che l’U.T.C. del comune di Paternò non possa essere composto dal solo ing. Ciancio e da qualche altro sparuto tecnico.
    Enzo Salanitri

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