Call center, giornata di incontri

95047.it Prima un incontro al Palazzo municipale, poi quello con l’azienda. La situazione legata ai licenziamenti del call center Qè al centro, quest’oggi, di due riunioni condotte dalle sigle sindacali e dai vertici dell’azienda.
 Lo diciamo subito: la situazione resta in stand-by. Partiamo dalla fine, ovvero dall’incontro che si è tenuto nel pomeriggio a Tre Fontane nella sede dell’azienda. Le proposte sindacali – rappresentate da Davide Foti (Cgil) e Antonio D’Amico (Cisl) continuano ad essere quella di ammortizzatori sociali a garanzia occupazionale insieme ad un confronto, in base all’articolo 53 del Contratto collettivo nazionale del lavoro, con Transcom, che ha in appalto diretto la commessa Inps, per verificare la percorribilità di aumento di volumi atti ad attenuare gli esuberi.
Sindacati e azienda si rincontreranno lunedì prossimo all’Ufficio provinciale del lavoro per tentare di avviare la procedura dei contratti di solidarietà.

L’esposizione aziendale ha chiarito che la dismissione della sede di contrada Monafria non è vincolante rispetto all’esubero del personale ed è stato evidenziando un problema più strutturale legato al calo di volumi delle commesse, in particolare quelle Inps/Inail e Sky, con  conseguente perdita di fatturato.

L'incontro di questa mattina al palazzo municipale
L’incontro di questa mattina al palazzo municipale

Intanto, questa mattina, si è svolto al quinto piano del Palazzo Comunale l’incontro già preannunciato fra il primo cittadino, Mauro Mangano, i rappresentanti sindacali di Cgil e Cisl e i vertici aziendali del call center Qè. Presente, anche il Presidente del Consiglio Comunale, Laura Bottino. “Si è trattato di un confronto positivo – spiega il sindaco – e ci sentiamo cautamente ottimisti. L’azienda ha compreso che questa Amministrazione la ritiene importante per il territorio e ci ha confermato che si sta impegnando a risolvere la situazione. La prospettiva che ci è stata illustrata – spiega ancora il sindaco – prevede due possibili soluzioni per evitare i licenziamenti: la stipula di contratti di solidarietà o la messa in atto di ammortizzatori sociali. Abbiamo inoltre invitato l’azienda a scommettere ancora sul territorio, cercando nuove commesse”.

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1 Comment

  1. Perchè non proporre all’Azienda, da parte dell’Amministrazione Comunale, dei locali in comodato d’uso, così da evitare esuberi e, come contropartita, aumentare i posti di lavoro e riqualificare immobili che l’Amministrazione Comunale non usa e sono in mano ai vandali?

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