CATANIA: Fatture false per 14 milioni di euro, ai domiciliari padre e figlio

Su delega della Procura della Repubblica di Catania i Finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno dato esecuzione a un’ordinanza cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale etneo che ha disposto l’applicazione di misure personali (2 arresti domiciliari e 3 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria) nei confronti di 5 persone indagate per i reati di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, occultamento e distruzione di scritture contabili nonché di bancarotta fraudolenta aggravata.

Con tale provvedimento è stato altresì disposto, quale misura cautelare reale, il sequestro preventivo anche per equivalente, delle disponibilità finanziarie degli indagati fino alla concorrenza di circa 2 milioni di euro, pari all’evasione dell’I.V.A. derivata da un giro di false fatturazioni, emesse nel periodo 2012/2016, del valore complessivo di 14 milioni di euro. Sequestrate anche due società commerciali, la R&R s.r.l. e la T&C s.r.l., attive nel settore del trasporto di merci su strada e aventi sede a Catania.

I promotori del disegno criminoso, posti agli arresti domiciliari, sono Giuseppe Rapisarda (cl.1956) e il figlio Vincenzo (cl.1979), rispettivamente rappresentante legale e amministratore di fatto della succitata “R & R s.r.l.”.

L’indagine trae origine dagli esiti di 5 verifiche fiscali eseguite dal Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Catania nei confronti della “R & R s.r.l.” e di altre imprese che complessivamente avevano portato alla luce redditi non tassati per 6 milioni di euro, imposte non versate per un milione di euro e l’omessa applicazione di IVA per 3 milioni di euro.

In estrema sintesi, la predetta società risultava aver utilizzato documenti contabili falsi (creati per frodare Fisco, imprese concorrenti e creditori) emessi da diverse società fittizie costituite ad hoc e gestite direttamente dalla famiglia Rapisarda: proprio i due Rapisarda sono risultati a capo di tale gruppo societario, di fatto costituente un’unica realtà aziendale, creato per conseguire, su più fronti, vantaggi illeciti.

Muovendo da tali evidenze, l’investigazione delegata alle Fiamme Gialle etnee, anche corroborata da significativi riscontri ottenuti dall’esecuzione di intercettazioni telefoniche, ha consentito di ricostruire l’architettato circuito fraudolento – diretto ad evadere imposte, ritenute fiscali e contributive nonché ad eludere l’applicazione della normativa che disciplina i rapporti di lavoro dipendente – basato sulla simulata stipula di contratti di fornitura di servizi (nel settore della logistica e dei trasporti) e di locazione di beni mobili ed immobili.

I finanzieri hanno posto l’attenzione su fatture inerenti alla movimentazione di bancali, attività di trasporto e facchinaggio emesse a favore della “R & R s.r.l.” da un’impresa che, di fatto, per eseguirle non aveva alcuna struttura organizzativa né mezzi, né macchinari (c.d. impresa “cartiera”). Tali documenti, rispetto ai quali la società emittente non ha mai versato la relativa IVA, sono esclusivamente serviti alla “R & R s.r.l.” per accrescere in bilancio i crediti erariali.

L’illecito modus operandi posto in essere dai Rapisarda attorno dalla “R & R s.r.l.” è consistito: nello spostare gli adempimenti giuridici relativi a prestazioni di lavoro dipendente sulle altre aziende “fantasma” che, poi, non hanno versato i relativi contributi previdenziali e assistenziali; nell’utilizzare il reticolo di imprese “cartiere” controllate sia per sgravare fiscalmente costi che la predetta società avrebbe dovuto sostenere quale “reale” datore di lavoro, sia per conseguire illeciti profitti per effetto della fittizia formazione di crediti IVA e dell’imputazione di costi commerciali mai sostenuti.

Destinatari del provvedimento di obbligo di presentazione giornaliera alla polizia giudiziaria, sono stati:

– Carmelo Falco (cl.1968), rappresentante legale di tre imprese operanti nel settore del trasporto di merci su strada (la “EFFE TRANSPORT s.r.l.”, fallita nel 2016; la “MF SERVICE s.r.l.”, posta in liquidazione e cessata nel 2013; la “MF SERVICE & LOGISTIC s.r.l.”, posta in liquidazione e cessata nel 2014) coinvolte nell’emissione di fatture per operazioni inesistenti che hanno consentito alla “R & R s.r.l.” di evadere imposte, dal 2013 al 2015, per un milione e 600 mila euro.

Per il Falco, inquadrato come lavoratore dipendente del gruppo aziendale Rapisarda sin dal 2004, che ha sempre operato quale trasportatore ed è risultato privo di capacità tecniche necessarie ad amministrare una società di trasporti di rilevanti dimensioni, le investigazioni condotte dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria di Catania hanno fatto emergere il suo ruolo di prestanome, appositamente stipendiato con mille euro mensili. Prova di tale consapevole ruolo è emersa dalle attività tecniche allorquando egli, avendo appreso del circuito criminale nel quale era stato inserito, ha espresso alla consorte vivo rammarico per non aver preteso un maggiore compenso per l’illecito servizio reso ai due Rapisarda.

Inoltre, Carmelo Falco, Giuseppe e Vincenzo Rapisarda, risultano indagati, in concorso, per il reato di bancarotta fraudolenta aggravata in quanto ideatori ed esecutori del dissesto della “EFFE TRANSPORT S.r.l.” fallita nel 2016 con un passivo accertato di circa un milione di euro.

– Riccardo Motta (cl.1964) rappresentante legale della “R & R Trasporti Società Cooperativa” – con sede legale in Catania, via Luigi Sturzo – cognato di Vincenzo Rapisarda (nella fattispecie amministratore di fatto), entrambi indagati per l’occultamento delle scritture fiscali della citata impresa.

– Francesco Cocuzza (cl.1960), rappresentante legale della “T & C s.r.l.”, attiva nel trasporto di merci su strada, amministrata di fatto da Vincenzo Rapisarda, indagato per l’occultamento delle scritture fiscali di tale impresa relative all’anno d’imposta 2015, periodo per il quale è emersa l’emissione di oltre 1 milione e 300 mila euro di fatture false che hanno fruttato alla R&R s.r.l. l’evasione di imposte per quasi 300 mila euro.

La complessa indagine, condotta dalle Fiamme Gialle di Catania coniugando le evidenze raccolte nel corso delle verifiche fiscali con quelle acquisite attraverso le attività investigative di polizia giudiziaria, ha consentito di far luce sull’organizzato complesso imprenditoriale gestito dai Rapisarda che, dal 2012 al 2016, ha agito in dispregio agli obblighi di legge frodando il Fisco, gli enti assistenziali e quelli previdenziali nonché arrecato danni economici alle imprese creditrici e a quelle concorrenti.

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