CATANIA: SCOPERTE 5 ATTIVITÀ COMMERCIALI ABUSIVE

Nei giorni scorsi, nell’ambito dei servizi disposti dal Questore di Catania, volti a contrastare l’illegalità diffusa nel quartiere di Librino, sono stati contestati 16 reati e indagate in stato di libertà 10 persone, effettuati sequestri penali di un ingente quantità di rifiuti e attrezzature da lavoro, controllate persone e 5 attività commerciali totalmente abusive e allestite in locali commerciali di proprietà dell’Istituto Autonomo Case Popolari di Catania, nello specifico un autolavaggio, un deposito di raccolta illecita di rifiuti speciali, un parrucchiere, una panineria e un supermarket/panificio.

In viale Bummacaro, è stata accertata la presenza di un autolavaggio abusivo allestito all’interno di un immobile del suindicato Istituto, occupato abusivamente da circa 20 anni.

Fatto di rilievo è che, al momento del controllo, detto esercizio era privo di depuratori e gestito senza la prescritta autorizzazione per lo scarico delle acque reflue che confluivano tramite una tubatura direttamente nel sottosuolo circostanza, incuranti del rischio apportato per l’ambiente che assorbe oli ed altre sostanze tossiche.

A fianco a detto autolavaggio, sempre lo stesso titolare, pregiudicato, ha allestito un deposito di raccolta illecita di rifiuti speciali senza la prescritta autorizzazione e, anche in questo caso, in un immobile dell’Istituto Autonomo Case Popolari.

Non solo, il gestore di dette illecite attività ha anche realizzato sulla via pubblica una struttura abusiva, costruita in cemento per renderla così pertinente alle sue attività e come luogo adibito alla permanenza e tenuta di attrezzature da lavoro.

Durante le operazioni di polizia, è stata accertata anche la presenza di due dipendenti senza un regolare contratto di lavoro di cui uno dei due percettore del reddito di cittadinanza mentre l’altro, ha presentato istanza agli organi competenti, ma ancora non gli è stato erogato.

Alla luce dei fatti esposti, il gestore delle anzidette attività è stato indagato per i reati ambientali di gestione e raccolta illecita di rifiuti speciali, scarico illegale delle acque sporche nel sottosuolo, abusivismo edilizio e occupazione di terreni pubblici. Diversamente, i dipendenti, di cui uno ha anche provato a far perdere le sue tracce, sono stati indagati ai sensi dell’articolo 640 bis del codice penale, quindi truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Ancora, si è proceduto al sequestro penale di un ingente quantitativo di materiale ferroso non bonificato (circa 1000 kili) e di attrezzature varie.

Inoltre, sono state indagate in stato di libertà 3 persone ai sensi dell’articolo 335 del codice penale, violazione colposa di doveri inerenti alla custodia di cose sottoposte a sequestro amministrativo e in un caso, venendo meno agli obblighi previsti, il custode ha lasciato l’autovettura sequestrata sulla pubblica via e la stessa è stata rubata.

Altre due persone sono state indagate in stato di libertà per atti persecutori e minacce nei riguardi di un pubblico Ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni.

Ancora, particolare rilievo assume il controllo presso un panificio/minimarket abusivo e allestito all’interno di un immobile dell’Istituto Case Popolari di Catania ove sono state accertate scarse condizioni igienico sanitari e in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e, per tale motivo, il gestore è stato indagato in stato di libertà ai sensi del decreto legislativo 81/2008; altresì è stato indagato per il reato di frode in commercio per l’utilizzo di prodotti surgelati nella preparazione dei pasti da asporto senza darne avviso ai clienti che, in tal modo, acquistano nella convinzione che i prodotti siano freschi.

Inoltre, al viale San Teodoro, all’interno all’ interno di un garage è stata allestita una panineria totalmente abusiva, pertanto, dell’attività effettuata è stata informata la Polizia Locale ai fini dell’irrogazione delle sanzioni amministrative previste.

Per ultimo ma non meno importante è stato il controllo eseguito a un cittadino nigeriano dove a seguito di mirati accertamenti di polizia è emerso che l’uomo soggiornava illegalmente nel territorio italiano e per tale motivo è stato indagato in stato di libertà ai sensi dell’art. 10 bis del Decreto legge 286/98.

Inoltre, l’uomo è stato destinatario di provvedimento di espulsione su indicazione del Prefetto.

Raccomandati per te: