CATANIA: Taglieggiano un commerciante e minacciano di rapirgli il figlio: arrestate 6 persone – LE FOTO

Nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, nel pomeriggio del decorso 1 febbraio, la Polizia di Stato ha tratto in arresto:

CRUPI Salvatore (cl.1981), pregiudicato;
MANGIAGLI Roberto (cl.1978), pregiudicato,

in quanto colti nella flagranza del reato di estorsione, aggravata ai sensi dell’art. 7 D.L. 152/91, per avere commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di assoggettamento e di omertà derivanti dall’appartenenza all’associazione mafiosa Cappello – Bonaccorsi ed al fine di agevolare l’attività dell’associazione medesima.

Di seguito al citato arresto, nella stessa serata, la Polizia di Stato ha dato esecuzione a decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso in data 1.2.2018 dalla Procura Distrettuale – Direzione Distrettuale Antimafia – di Catania, nei confronti di:

STRANO Claudio (cl.1977), pregiudicato, Sorvegliato Speciale di P.S.;
GRASSO Antonino (cl.1955), pregiudicato, in atto sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa;
SAPUPPO Orazio (cl.1974), pregiudicato;
RAO Michele (cl.1973).

gravemente indiziati, a vario titolo, in concorso con i predetti CRUPI e MANGIAGLI, dei reati di estorsione e usura, ugualmente aggravati ai sensi dell’art. 7 D.L. 152/91.

Il provvedimento di fermo si è fondato sugli esiti di attività di indagine di tipo tecnico, disposta e diretta dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania e condotta dalla Squadra Mobile – Sezione Reati contro il Patrimonio – “Squadra Antiestorsioni”. Le indagini hanno consentito di accertare che il titolare di un esercizio commerciale catanese era vittima di usura e di successiva estorsione da parte di alcuni soggetti facenti capo a STRANO Claudio, noto esponente dell’omonima famiglia, inserita nella cosca mafiosa Cappello – Bonaccorsi.

Più nello specifico, le indagini hanno permesso di appurare che la vittima, a seguito di un prestito di 4.000 euro risalente al settembre 2017, era costretto a pagare a STRANO Claudio interessi usurari del 25% mensile.

La vittima, trovandosi in difficoltà economiche, dopo aver pagato gli interessi per alcuni mesi, non era più riuscita a sostenerne il pagamento. In conseguenza di ciò, lo STRANO aveva più volte inviato i propri emissari, CRUPI Salvatore e MANGIAGLI Roberto, presso l’esercizio commerciale per intimare al titolare di continuare a pagare.

 

 

 

 

Tra i mesi di dicembre e gennaio, le indagini hanno fatto registrare ripetuti episodi di minaccia finalizzati a costringere la vittima a versare le somme di danaro di volta in volta richieste. In una circostanza, gli emissari di STRANO Claudio sono giunti persino a sostituirsi alla vittima ed ai suoi dipendenti, alla cassa dell’esercizio commerciale, al fine di prelevarne l’incasso.

Ed ancora, il 30 gennaio, il predetto STRANO, ribadendo in modo veemente le proprie pretese di denaro, ha minacciato il commerciante di violente ritorsioni, prospettandogli, in particolare, l’intento di rapirne il figlio minorenne.

Nel pomeriggio del decorso 1 febbraio, avendo avuto contezza dai servizi tecnici che due “esattori” si sarebbero recati presso l’attività commerciale della vittima per riscuotere una somma di danaro, d’intesa con la Procura Distrettuale della Repubblica, il personale della Squadra Mobile ha approntato un mirato servizio di osservazione nei pressi del negozio, nel corso del quale ha notato farvi ingresso i citati CRUPI e MANGIAGLI.

Gli investigatori, non appena dalle attività tecniche hanno avuto la conferma che la vittima aveva versato il danaro nelle mani degli estorsori, hanno deciso di intervenire bloccando fuori dall’esercizio commerciale i due soggetti, che sono stati trovati in possesso della somma di euro 300,00 in contanti consegnatagli dalla vittima.

Sulla scorta degli univoci e concordanti gravi indizi raccolti nel corso delle indagini, la Procura Distrettuale di Catania ha quindi emesso nei confronti del citato STRANO Claudio, nonché di GRASSO Antonino, SAPUPPO Orazio e RAO Michele il provvedimento fermo di indiziato di delitto.

In particolare, è emerso che RAO Michele, parente di STRANO Claudio, aveva concorso con quest’ultimo nella condotta di usura ai danni del commerciante, monetizzando alcuni assegni, a fronte del pagamento mensile di un tasso di interesse del 25%.

Ed ancora, SAPUPPO Orazio aveva svolto il ruolo di intermediario tra la vittima e STRANO Claudio, sia al momento del prestito iniziale, accompagnando il commerciante nel rione cittadino di Monte Pò, sia successivamente, consegnando in più occasioni a STRANO Claudio il denaro pagato dalla vittima a titolo di interesse usuraio.

SAPUPPO Orazio, inoltre, risultava essersi reso responsabile di un’autonoma condotta di usura e tentata estorsione, aggravata ai sensi dell’art. 7 D.L. 152/91, poiché, agendo in concorso col cognato GRASSO Antonino, approfittando della disperazione del commerciante per l’impossibilità di pagare gli interessi usurari maturati nei confronti di STRANO Claudio, aveva, a sua volta, sottoposto la vittima ad usura, prospettando, in caso di mancato pagamento, violente ritorsioni da parte del GRASSO, soggetto di maggiore profilo criminale.

In esito a perquisizioni eseguite nel corso dell’esecuzione della misura restrittiva, presso l’abitazione di RAO Michele sono stati rinvenuti e sequestrati una somma di danaro nonché assegni derivanti dall’illecita attività di usura.

Espletate le formalità di rito, gli arrestati sono stati associati presso a casa circondariale di Catania – Bicocca a disposizione dell’A.G.

Il 2 febbraio 2018, la Procura Distrettuale di Catania ha chiesto al Giudice per le Indagini Preliminari la convalida dell’arresto e del fermo e l’emissione nei confronti dei sei indagati dell’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere. Il G.I.P., in data 5 febbraio, ha accolto la richiesta di convalida dell’arresto, disponendo la custodia in carcere nei confronti di STRANO Claudio, SAPUPPO Orazio, RAO Michele, GRASSO Antonino e CRUPI Salvatore e gli arresti domiciliari nei confronti di MANGIAGLI Roberto.

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