C’era un terzo mezzo in via Unità d’Italia?

95047.it L’ipotesi è di quelle terribili. Ma, certo, va verificata: riscontrata e soppesata. Sul luogo della sciagura nella quale hanno trovato la morte i quattro giovanissimi paternesi potrebbe esservi stato un terzo mezzo. Una terza moto o un ciclomotore. Un particolare agghiacciante che avvalorerebbe la tesi della prima ora legata al fatto che lo scontro tra i mezzi a due ruote sarebbe stato frontale. Il racconto delle ultime ore di alcuni testimoni lascerebbe presagire che in realtà i quattro ragazzi provenivano da strade diverse: Valentina e Gianluca da via Sardegna; Antonino e Giuseppe da via Scala Vecchia. E, forse, come detto ad essere presente lungo via Unità d’Italia vi sarebbe stato un altro mezzo. Su questo particolare assolutamente determinante i carabinieri della Compagnia di Paternò stanno conducendo le verifiche: scandagliando i filmati delle telecamere a circuito chiuso piazzate lungo tutto il tragitto. Occorre comprendere. Capire. Venire a capo della verità. Ma è possibile che vi sia qualcuno che sta tacendo portando con sè questo fardello di omertà e responsabilità sulla coscienza? Possibile? Nel frattempo, le indagini proseguono. Ma sarà tutt’altro che facile venire a capo della verità.

Nel pomeriggio di oggi, intanto, alla Chiesa evangelica “Parola della Grazia” di via Arti e Mestieri verrà dato l’estremo saluto a Valentina Aureliano e Gianluca Parisi mentre domani a mezzogiorno verranno officiati nella chiesa Spirito Santo i funerali di Antonino Faranda e Giuseppe Russo. L’ultimo abbraccio commosso per una tragedia che non conoce ancora la piena verità sull’accaduto.

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