Che fine hanno fatto i 600 mila euro promessi dall’Asp per due settori dell’ospedale?

Che fine hanno fatto i 600 mila euro promessi dall’Asp per due settori dell’ospedale?

95047.it Ieri mattina, alcuni rappresentanti del “Comitato per l’Ospedale di Paternò” hanno incontrato il direttore generale dell’Asp, Giuseppe Giammanco. “E’ vero o no che l’ospedale verrà smantellato?”, è stata la domanda secca. Giammanco ha fornito la versione dell’Azienda spiegando che non si va in questa direzione.
Tuttavia, aggiungiamo noi, i segnali degli ultimi anni ma soprattutto degli ultimi mesi vanno nella direzione opposta. E lo testimoniano anche le cronache che la stampa ha riportato in tempi più recenti. Persino il Pronto Soccorso che il Piano Sanitario ha previsto dovrà cessare d’esistere a Paternò è rimasto a corto di personale: a tal punto che le attese molto spesso diventano interminabili.

Possiamo lamentarci quanto vogliamo delle inefficienze del nosocomio paternese ma fino a quando non verrà potenziato come un tempo, il territorio non avrà mai ottenuto giustizia nei confronti di un valore fondamentale come quello della salute.
Il direttore generale ha promesso un incontro all’ospedale “Santissimo Salvatore” fissandolo per i prossimi giorni. All’incontro di ieri erano presenti anche i vertici istituzionali della città: sindaco Mangano, vice-sindaco Palumbo, presidente del consiglio Bottino e senatore Torrisi.

Il “Comitato per l’Ospedale di Paternò” ha “lasciato” al direttore un documento che riassume le urgenze alle quali far fronte il prima possibile. Eccolo, di seguito:

“Da anni, ormai, assistiamo, ad un lento smantellamento dei reparti dell’ospedale “SS.Salvatore” di Paternò, punto di riferimento fondamentale per gli oltre 150 mila abitanti del comprensorio che gravitano attorno alla cittadina paternese.
L’ospedale è un presidio indispensabile per garantire quel diritto alla salute, citato all’articolo 32, dalla Costituzione della Repubblica Italiana; un presidio che deve rimanere nelle sue parti essenziali, oltre a trovare un rafforzamento in alcune unità operative, con l’obiettivo di permettere agli operatori sanitari di lavorare in assoluta tranquillità, a garanzia della sicurezza del paziente.
E’ con questo spirito che, consapevoli della sua alta professionalità, le consegniamo questa breve nota, per tornare a chiedere interventi, ritenuti indispensabili per un servizio Efficace ed Efficiente, per il “SS.Salvatore”.

La nostra prima richiesta guarda al decreto di rimodulazione della rete ospedaliera siciliana, che per Paternò vede sparire alcune unità operative ma nel contempo ne garantisce di nuove. Ebbene, ad oggi, abbiamo visto solo la morte dell’unità operativa di ginecologia ed ostetricia, cui è seguita quella di pediatria, senza che le unità operative da avviare, con riferimento alla cardiologia, alla neurologia ed alla riabilitazione, sia state poste concretamente in essere.
Non vogliamo tornare sulla chiusura del reparto di ginecologia ed ostetricia, l’unico ad aver cessato la sua attività, l’unico a non aver ottenuto alcuna proroga, ci sarebbero molte cose da dire. Ma riteniamo lesiva della dignità del nostro territorio quest’atteggiamento di chiusura che ad oggi abbiamo riscontrato.

Insieme all’applicazione del decreto di rimodulazione della rete ospedaliera, avanziamo altre richieste. In testa la questione lavori, necessari per poter riaprire le due sezioni dell’ospedale rimaste chiuse, a causa dei lavori di adeguamento antisismico fatti partire anni fa ma mai concretamente posti in essere.
Il suo predecessore, la dottoressa Ida Grossi, prima di lasciare l’Asp aveva stanziato 600 mila euro. Ci domandiamo: che fine hanno fatto le somme? L’impegno preso è ancora valido o è stato gettato nel dimenticatoio?

Terzo punto, chiediamo la messa in atto di tutti i necessari interventi per permettere alle sale operatorie di mantenere i ritmi che hanno conservato fino ad oggi. Dunque, un potenziamento del personale di anestesia.

Infine, chiediamo la possibilità di attivare un servizio di guardia giurata notturna, per il pronto soccorso, visto che in più occasioni si sono verificati casi, anche gravi, di aggressioni al personale operante all’interno del reparto. Unità operativa, questa del Pronto Soccorso che, ci preme sottolinearlo, registra, con costanza, circa 30 mila accessi annui. I numeri evidenziano la necessità di un potenziamento e di una rifunzionalizzazione dell’attività di pronto intervento, sul fronte “diagnosi”, supportata da un servizio h24 dell’unità di Radiologia, che può contare su una risonanza magnetica e di una tac di ultima generazione.
Grati per la sua sensibilità”.