Da The Voice a J-Ax: Dinastia, un talento tutto paternese

Da The Voice a J-Ax: Dinastia, un talento tutto paternese

95047.it Avevo ragione. È questo quello che penso adesso più di prima. 10 anni fa non era facile fare capire quello che avevo in testa alle persone, ai miei, alla mia ragazza. Ero soltanto uno che vestiva 2-3 taglie più grandi e che si divertiva a fare rime con qualche amico. Dopo il diploma cominciai a farmi domande su cosa avrei voluto fare e cosa volevo diventare ma non avevo ancora chiaro nulla. Una cosa era certa: continuavo a scrivere, era quasi come un’esigenza. Volevo fare musica e allora m’intestardii e cominciai ad ampliare i miei orizzonti, uscendo dalla provincia per confrontarmi con altre realtà, e più uscivo fuori più rimanevo dentro alla convinzione che della musica ne avrei fatto un mio lavoro un giorno.

Anno dopo anno, esperienza su esperienza, gavetta su gavetta, sono riuscito a farmi notare sempre più dalle persone, lasciando ogni volta qualcosa di positivo attraverso le mie canzoni. E sono sempre state loro, le canzoni, a spingermi più in là quando sembravo avere tutto contro e funziona ancora così.
L’anno scorso ho scritto la colonna sonora di un film uscito al cinema in tutta Italia (La Banda dei supereroi). Tutto questo senza le cosiddette “spalle coperte”, da solo con le mie forze, in sordina mentre qualche conoscente continuava a fermarmi per strada dicendomi “ma a parte la musica…lavori?”.

The Voice è stata una bella avventura, e la spinta a presentarmi ai provini l’ho avuta dalla presenza dello zio nazionale (per me sempre e solo mbare), ovvero J-Ax. La sua presenza per me era garanzia di trasparenza e meritocrazia essendo cresciuto con le sue canzoni e conoscendo quindi, quello che era il suo pensiero. E allora mi sono presentato ai provini in mezzo a gente che gorgheggiava per riscaldare le corde vocali, con carriere pazzesche alle spalle, figli/e d’arte, sotto contratto ecc. Io mi sono presentato con le mie rime. Step dopo step ho passato tutte le audizioni da Roma fino a Milano, e sono arrivato alla blind davanti quelle 4 poltrone. L’emozione ha giocato un brutto scherzo e non ho dato il 100% di quello che potevo dare, ma sono arrivato lo stesso alle persone a casa e a 2 dei 5 vocal-coach presenti.

Questa esperienza mi ha portato a stare sul palco con una delle persone che ascolto da quando avevo 9-10 anni, il che è stato fantastico, e mi ha rinforzato un casino, facendomi acquisire più sicurezza verso le mie capacità. Sono soddisfatto per come ho affrontato la battle, perché mi sono divertito, e penso che si è visto. Ho mandato giù tutto lo studio tirandomi nella foga tutto il pubblico e facendo finalmente vedere all’Italia sintonizzata su Raidue chi è Dinastia. Se mi chiedi se mi aspettavo di uscire ti dico no e dopo la puntata sul web la maggior parte degli stessi fan di J-Ax la pensavano come me, rimasti delusi dalla sua scelta, ma è un gioco e io le regole le conoscevo dall’inizio. E poi mi sento di aver vinto nel momento in cui ho messo piede in quello studio dicendo al mondo che esistevo pure io, con la soddisfazione di aver portato in prima serata in Rai GUCCINI con la sua AVVELENATA, e lo striscione di un mio concerto con scritto “LA MAFIA E’ ANCORA UNA MONTAGNA DI MERDA”. Cosa vuoi di più dopo questo?

Adesso sto lavorando a “La rivincita degli ultimi”, un album pieno di canzoni nate dopo questa avventura, la più recente, che diventerà singolo in estate, è Friendzone, ispirata dalle parole di J-Ax. Avrei mantenuto il segreto sul titolo fino all’uscita se non fosse che lo stesso Ax dal suo social-network mi ha spoilerato il titolo rendendolo noto a tutta la nazione :D. Ma quale miglore promozione se non la sua?
Concludendo, alla luce di quanto ho vissuto musicalmente negli ultimi 10 anni vi ripeto che AVEVO RAGIONE.

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