DAL 1º LUGLIO LO SCONTRINO È ELETTRONICO PER I NEGOZIANTI “TASSA” DA MILLE EURO

Da lunedì primo luglio scatta l’obbligo di emettere le scontrino elettronico, mandando in pensione quello di carta.

Ma solo per gli esercenti che hanno un volume d’affari superiore ai 400mila euro (in Italia sono circa 200mila). E con l’esclusione di alcune categorie: non saranno, infatti, obbligati alla ricevuta digitale i giornalai, i tabaccai, i venditori di prodotti agricoli, i tassisti oltre che le aziende di trasporto pubblico, in cui titolo di viaggio e scontrino coincidono.

L’esonero sarà valido fino a fine anno e si potrà continuare a certificare queste attività con una ricevuta cartacea. Sono anche esonerati i soggetti che effettuano operazioni marginali, cioè quelle attività che non superano l’1% del volume d’affari complessivo realizzato nel 2018, e le cessioni e prestazioni effettuate su mezzi di trasporto in viaggi internazionali (come per esempio le navi da crociera). Lo spostamento a fine anno dell’obbligo darà più tempo ai piccoli imprenditori e lavoratori autonomi di prepararsi al passaggio alla certificazione digitale.

Dal 2020 l’obbligo dello scontrino telematico sarà però esteso a tutti (circa 2 milioni di attività), anche i più piccoli.

Cosa cambierà per commercianti e clienti? Lo scontrino digitale apre un canale diretto con l’Agenzia delle entrate dove saranno automaticamente trasferiti i dati relativi a tutte le transazioni effettuate. Gli esercenti dovranno sostituire o «aggiornare» i registratori di cassa, investendo fra gli 800 e i mille euro.

In compenso otterranno un credito d’imposta del 50% entro la soglia massima di 250 euro (50 euro nel caso di ammodernamento di una vecchia macchina). Non cambia, invece, molto per il cliente che ha fatto acquisti: al posto del vecchio scontrino riceverà un documento cartaceo e digitale, eventualmente via mail, che potrà essere utilizzato a fini di garanzie e detrazioni.

A partire dal 2020, sulle ricevute digitali si aprirà, inoltre, una lotteria a livello nazionale con chance più alte per chi paga con bancomat o carta. L’obiettivo è quello di incentivare l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici da parte dei consumatori.

Il dl crescita, che ha incassato la fiducia del Senato giovedì scorso, prevede però una moratoria di sei mesi per le sanzioni.

Nello stesso decreto viene specificato che l’obbligo di utilizzare gli strumenti telematici viene esteso anche agli esercizi che potrebbero essere situati in zone dove c’è scarsa copertura Internet, concedendo però 12 giorni di tempo per trasmettere i dati dei corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle entrate.

Con l’introduzione dello scontrino elettronico che va ad aggiungersi alla fattura elettronica il Mef completa il processo di digitalizzazione delle certificazioni fiscali.

Nei primi mesi dell’anno sono state memorizzate quasi 700 milioni di fatture elettroniche, emesse da più di 3 milioni di soggetti per un importo complessivo di oltre 1,25 miliardi.

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