DICHIARAZIONE DEL SINDACO SUGLI ARRESTI PER PEDOFILIA

Sui fatti di stamane, nei confronti di tre arresti per violenza sessuale e pedofilia arriva una nota del sindaco paternese Nino Naso:

Leggo adesso i giornali. Questi atti rappresentano la Paternò peggiore che ogni tanto brulica fuori dipingendo la nostra comunità come in realtà non è, essendo Paternò una città solidale, civile e che ama la Giustizia. Ho appreso la notizia secondo cui sulla Collina Storica di Paternò vi sia stato fino alle scorse ore un vero e proprio orrore organizzato su internet.

Un plauso alle Forze dell’Ordine, che insieme alle Autorità civili stanno svolgendo un lavoro encomiabile sopprimendo, dove si presentano, atti di questo tipo. Queste occasioni serviranno a noi per svolgere al meglio quel lavoro imprescindibile di educazione civica anche nelle scuole. Per tutto il resto, cosa aggiungere? Mi vergogno per loro.


La Procura della Repubblica di Catania ha condotto indagini, delegate alla stazione Carabinieri di Biancavilla, a conclusione delle quali i Carabinieri eseguivano ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Tribunale di Catania, nei confronti di tre soggetti di Paternò ritenuti responsabili, in concorso tra loro, dei reati di: violenza sessuale aggravata, atti sessuali con minorenne, corruzione di minorenne e violenza sessuale di gruppo.

I provvedimenti scaturiscono dalla denuncia presentata da una madre di Biancavilla alla locale stazione Carabinieri allarmata dall’adescamento subito dal figlio minore attraverso il social network Facebook da parte di un adulto paternese, il quale, dopo generiche presentazioni, cominciava a condividere le foto del figlio sul proprio profilo. I Carabinieri, su delega della procura etnea, avviavano immediatamente un’attività d’indagine. Già dalla visione del profilo Facebook dell’indagato si evidenziavano foto pubbliche di alcuni minorenni a torso nudo, emergendo altresì a carico dello stesso uomo anche una condanna per violenza sessuale ai danni di minori commessa nel 1995.

Dagli accertamenti sui contenuti dei dispositivi mobili in uso al principale indagato emergevano inoltre frequenti contatti tra soggetti maggiorenni e minori. Di particolare interesse investigativo risultava un gruppo WhatsApp, denominato “gruppo di amici”, in cui si evidenziavano i messaggi di altri adulti partecipanti, successivamente identificati. Gli investigatori, colpiti dalla singolare partecipazione al gruppo WhatsApp sia di soggetti adulti che di ragazzini, constatavano dal contenuto dei messaggi la frequentazione ambigua tra gli stessi.

Gli accertamenti condotti dai Carabinieri allarmavano anche i familiari del principale indagato, i quali consapevoli del precedente penale del congiunto, analizzavano l’atteggiamento di particolare interesse che aveva manifestato nei confronti di un nipote e ricevevano dal giovane la confidenza che lo zio lo aveva indotto nei mesi precedenti a una pratica sessuale con un amico anche lui non ancora quattordicenne. Nel maggio 2018 i Carabinieri, accompagnati dai minori e dai loro familiari, si recavano nei luoghi frequentati con i loro aguzzini: ed entrambi i ragazzi, partendo dalla Biblioteca comunale di Paternò, portavano gli inquirenti attraverso la cosiddetta “Scalinata” nella zona della Torre Normanna, indicando il piazzale in cui, non consenzienti, avevano consumato quei rapporti sessuali violenti.

I militari effettuavano quindi, un sopralluogo in orario serale e appuravano che effettivamente – così come dichiarato dai due ragazzi – quel luogo era isolato e completamente sprovvisto di illuminazione.

Su disposizione dell’autorità giudiziaria gli arrestati sono stati tradotti alla Casa Circondariale di Catania “Piazza Lanza”.

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