Dramma Qè: scattati i licenziamenti collettivi

95047.it Una situazione inverosimile che spedisce nel dramma centinaia di famiglie. Il call center Qè è, praticamente, in fase di smantellamento. La situazione è precipitata negli ultimi giorni e dopo la cassa integrazione, è arrivata oggi la doccia fredda: sono scattati i licenziamenti collettivi.
Per la commessa Sky, 122 licenziamenti in tronco dei Co Co Pro (i lavoratori a progetto e 20 dipendenti). Questa mattina in Contrada Monafria vi è stata anche una manifestazione di protesta. La commessa è stata persa, gli operatori sfrattati e sono stati appostati persino i sigilli alle porte del call center.

A contrada Tre Fontane, invece, sono già partite le procedure di licenziamento per 90 dipendenti: 70 operatori Inps e 20 dello staff. Si provano a salvare almeno 40 posti di lavoro. Questa mattina, hanno avuto luogo due assemblee sindacali.
 I call center non saranno certo il lavoro della vita: ma in un periodo così complicato hanno offerto sostegno a decine e decine di famiglie che ora, invece, si sono ritrovate all’improvviso senza più nulla tra le mani.
 Un momento durissimo in una situazione che è evidentemente irreversibile e senza alcuna soluzione.

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8 Comments

  1. la verita’ e’ che i siciliani cosi come tuttia l’italia dovremmo avere il coraggio di mandare a casa tutti i nostri (mangiatari) cioe’ i politici di tutti i colori, governi e noi solo a stare a guardare tanto ognuno ha il proprio politico amico che prima o poi il posto glielo trova . cmq a mio avviso sarebbe meglio anziche’ parlare del ponte di messina ,parlare del muro di messina nel senso che dovremmo lottare per costruire il muro che divide l’italia da noi. messaggio rivolto sopratutto a chi ha la voglia di condividere per il futuro dei nostri figli.ormai ci considerano il popolo piu’ coglixxx d’europa ed io che ho tanto girato lo so bene non lo dico a vanvera credetemi.cerchiamo di muoverci di fare qualcosa per salvare il futuro dei nostri figli .

  2. Spero prima o poi la gente apra gli occhi e alle prossime elezioni mandi a casa i politicanti di quartiere.

  3. Non è la classe politica a doversi far sentire, siamo MOI che dobbiamo scendere in piazza e bloccare questo Paese fin quando questo governo non va a casa e non si cambia completamente! Basta con i governi delle banche! Vogliamo un Paese ed una Europa governati da una classe politica degna di tale nome che riporti al centro dell’agire le persone e gli ideali che sono stati all’origine dello sviluppo di questo nostro Paese e della nascita di questa nostra Europa!

  4. CHE DIRE, TUTTO SFUGGE, NON E’ GESTITO NEL MODO GIUSTO,
    IN OGNI SITUAZIONE LA GENTE CHE LAVORA, SEMBRA ESSERE
    MASSACRATA DA QUESTO SISTEMA, DI CORRUZIONE TOTALE
    SIAMO IL PAESE PIU’ BELLO DEL MONDO, MA VIENE GESTITO
    MALE, LEADER ABBIGLIAMENTO/VINI/ARANCE/SCARPE/PISTACCHIO/MANIFAT-TURA DOC / INGEGNERI RICERCATI ALL’ ESTERO, ECC. ECC.
    E INFINE LE NOSTRE SPIAGGIE, IL NOSTRO CLIMA UNA VERA NICCHIA DI RISORSE, MA NON FUNZIONA

  5. Dispiace. Come è normale che sia quando si chiude una una pagina della propria vita, e quando si perde il proprio lavoro. Ma se un attimo ci togliessimo il cappello di parenti e amici di coloro che hanno perso il lavoro, dovremmo ammettere che era un epilogo scontato in quanto intrinseco nella natura dell’investimento. I Call center sono nati in primis come bacino di voti per il politico di turno che attingendo alla voglia di guadagnar di alcuni giovani, si garantiva una buona base di “riconoscenti”. Il prezzo che hanno dovuto pagare quei giovani e la nostra comunità? Il futuro!. Quanti amici hanno abbandonato l’università per poter svolgere un lavoro, scarsamente professionalizzante, e difficilmente “rivendibile” nel mercato del lavoro? È vero hanno garantito un piccolo benessere, ma un benessere di breve tempo che non sarebbe stato sostenibile nel lungo termine. Qualcuno invoca l’intervento dei politici, io spero che non intervengano, perché è grazie alla loro miopia che siamo in questa situazione. I Politici dovrebbero intervenire per creare le condizioni affinché si sviluppino delle attività che possano creare un benessere di lungo periodo e totalmente slegato dal loro personale interesse. Che il fallimento del modello Call center possa servire da monito per i politici, per la comunità, e soprattutto per i nostri giovani, per non lasciarsi più abbindolare idi un modesto guadagno a scapito del loro futuro.

  6. Un momento durissimo in una situazione che è evidentemente irreversibile e senza alcuna soluzione… ma chi l’ha detto? Perché dire irreversibile? Ricordatevi che molte aziende in fallimento oggi stranamente sono in piena attività…. esempi? Telecolor ! a discapito di teletna….. Mercatone 1 dopo 9 mesi il 31 ha riaperto…. quello che ci auspichiamo è che alla stessa maniera e con soluzioni idonee si possa ripristinare e riconsolidare la Qè……

  7. La classe politica si faccia sentire. La città’ sta morendo, ora questi licenziamenti. Non ci volevano proprio, siamo al collasso. Brutti tempi. Non resta che sperare.

  8. E che c’è da commentare ,non possiamo che piangere con le famiglie coinvolte ….ma cosa sta accadendo alla nostra Italia ? siamo in un buco nero che sta implodendo …ed all’orizzonte non di intravvedono raggi di luce.

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