Facebook si adegua alla Cookie Law

Facebook si adegua alla Cookie Law

Un messaggio di avviso è comparso nelle ultime ore sulla bacheca di tutti gli utenti di Facebook, molti dei quali se ne saranno sicuramente accorti semplicemente collegandosi al più famoso social network.

Il messaggio è un’alert sulla famosa “cookie law”, che tanto ha fatto discutere nei mesi passati.

 La normativa, cioè, entrata in vigore ufficialmente il 2 Giugno 2015, su volontà del Garante della Privacy, che ha recepito una legge europea volta a proteggere la privacy degli utenti dall’uso indiscriminato di cookie.
Ricordiamo che i cookie sono piccoli file di testo che un sito internet invia al browser sul quale l’utente sta navigando per migliorare e favorire l’esperienza navigativa e “memorizzare” in un certo senso le abitudini dell’utente.

Il messaggio comparso su Facebook è il seguente:

Usiamo i cookie per personalizzare i contenuti, rivolgere le inserzioni al pubblico giusto e misurarle e per fornire un’esperienza più sicura. Cliccando o navigando sul sito, acconsenti alla raccolta da parte nostra di informazioni su Facebook e fuori da Facebook tramite i cookie. Scopri di più anche sulle opzioni di scelta disponibili: Normativa sui cookie.

Cosa deve fare l’utente? Assolutamente nulla: non c’è niente di particolare da fare, dato che si tratta di un semplice messaggio di adempimento alla norma di legge che prevede l’utilizzo, appunto, di apposita informativa in caso di utilizzo di cookie sul proprio sito Web.

La novità è però per coloro non iscritti a Facebook che, diversamente da quanto capitava fino a ieri, potranno essere tracciati anche senza effettuare il login: di fatto, si dà il via al tracking tramite Facebook anche per i non iscritti al sito.

Morale della favola: tranquilli perché Facebook non si paga, non vi ruba i dati, non fa nulla di differente rispetto a quanto abbia già fatto ieri o a quanto farà domani.
E’ solo che, anche se con notevole ritardo rispetto alla media, anche Zuckerberg e i suoi hanno dovuto adattarsi a questa direttiva altrimenti non sarebbe stato possibile – almeno non legalmente – tracciare chi non esegue il login al portale poiché non se otteneva l’esplicito consenso.