Firmato l’accordo fra il Comune e le venti “doposcuoliste”

Firmato l’accordo fra il Comune e le venti “doposcuoliste”

95047.it È stato firmato questa mattina, al Palazzo Comunale di Paternò, l’accordo transattivo fra l’Ente e venti lavoratrici, grazie al quale è stata chiusa, dopo anni di rinvii, la questione “doposcuolisti”. Alla firma del documento erano presenti, oltre alle lavoratrici e ai rappresentanti sindacali, il sindaco, Mauro Mangano, l’assessore agli Affari legali, Valentina Campisano e il responsabile del Settore 11, l’avvocato Alfio Platania.

L’accordo siglato stamani prevede, per le impiegate, la regolarizzazione della propria posizione lavorativa alle dipendenze del Comune, che riconoscerà inoltre, a ciascuna di esse, un risarcimento per le somme dovute negli anni passati, che comprende anche i contributi previdenziali. Il protocollo d’intesa prevede dei vantaggi anche per il Comune, il quale potrà corrispondere l’indennizzo, che ammonta complessivamente a più di un milione di euro, in dieci rate annuali, anziché in un’unica soluzione, con delle decurtazioni alle somme da pagare alle lavoratrici.

«Con la firma consensuale di questo documento d’intesa – ha affermato il sindaco di Paternò, Mauro Mangano – chiudiamo finalmente una vicenda che è rimasta in sospeso per anni e che non è mai stata affrontata con la giusta serietà e determinazione. Finalmente abbiamo onorato gli impegni presi con le lavoratrici, che diventano a tutti gli effetti dipendenti del Comune, e si vedono riconosciuti i propri diritti. Ringrazio le dipendenti per la collaborazione nel trovare un punto di incontro, l’ex assessore Flavia Indaco che si è occupata della vicenda sin dal suo insediamento e il neo assessore Valentina Campisano, che l’ha seguita negli ultimi giorni».

«Esprimo anche io gratitudine all’avvocato Flavia Indaco per il lavoro svolto durante il suo mandato – ha detto l’assessore Campisano -, grazie al quale siamo giunti a un accordo che soddisfa le esigenze delle lavoratrici, chiudendo un’annosa questione, senza gravare eccessivamente sulle casse comunali».