Gli imposero di telefonare alla sua donna e dire che era finita: poi, lo uccisero e bruciarono

Gli imposero di telefonare alla sua donna e dire che era finita: poi, lo uccisero e bruciarono

95047.it Secondo l’accusa prima di uccidere il 32enne Massimiliano Pappalardo, la cui colpa era stata quella di avere una relazione con la ex di Ignazio Sciurello, alla vittima venne imposto con la pistola puntata alla tempia, di telefonare alla donna dicendole che la storia era finita. Tuttavia, non bastò. E a nulla valsero le preghiere del povero 32enne: venne freddato nella campagne di Poggio Monaco con quattro pistolettate calibro 7.65. Il pm Rosaria Molè non esclude che a sparare siano stati, però, in due. I paternesi Ignazio Sciurello e Massimo Distefano che andranno a processo il prossimo 19 gennaio. I particolari sono stati svelati dal sito d’informazione Livesiciliacatania.

Toccherà ai giudici della prima sezione penale della Corte d’assise di Catania giudicare i due per quello che fu un omicidio efferato. Massimiliano Pappalardo, 32enne di Valverde, venne ucciso con quattro colpi di pistola nella notte tra l’8 e il 9 marzo dello scorso anno. Poi, il suo corpo venne dato dato alle fiamme dentro la sua auto una Toyota Aygo, fatta trovare in fondo ad una scarpata di campagna in contrada Poggio Monaco, per l’appunto. Imputato c’è anche Giuseppe Sciurello, fratello di Ignazio, accusato insieme ai due di distruzione di cadavere e di favoreggiamento. Di quest’ultimo capo di imputazione dovrà rispondere anche il quarto imputato: si tratta di Antonello Claudio Cosentino, avrebbe fornito ai giudici risposte quantomeno reticenti nel tentativo di eludere le indagini.
L’arma del delitto non venne mai  ritrovata. Ignazio Sciurello che aveva ordinato al fratello e a Distefano di andare a procurare una tanica di benzina per dar fuoco alla vettura, scapperà in Francia dove verrà arrestato nel settembre dello scorso anno. Il processo come detto scatterà il prossimo 19 gennaio.