Ma guarda un po’: è ancora emergenza rifiuti

95047.it Le discariche sono sature. E fa un certo effetto sentirlo dire quando già da anni la differenziata dovrebbe essere a regime. Ma dalle nostre parti, dal locale (ogni singolo Comune) al generale (la Sicilia), la gestione del servizio rifiuti è arrugginito negli interessi di bottega che non solo offrono un servizio pessimo ma perdipiù pesa in maniera indegna sulle tasche ormai vuote di cittadini e utenti.
L’ultima di questi giorni, è il tracollo annunciato delle discariche. Oramai al collasso: “più si accumula, più si guadagna”, è il motto. Cosa che accade da anni. Da sempre.



E per guadagnare di più c’è ancora un altro meccanismo: quello dei termovalorizzatori. Una tecnologia obsoleta tornata prepotentemente di moda dalle nostre parti in nome della emergenza. Ed a Paternò sappiamo bene cosa sia stata la battaglia sull’inceneritore. Ecco che la storia si ripete: il malaffare che riaffaccia la testa avendo atteso il momento più opportuno spalleggiata da un’opinione pubblica che sulla questione rifiuti proprio non ce l’ha fatta ad alzare la voce.

Il prefetto di Catania ha convocato i sindaci per fare il punto della situazione in quella che resta una situazione drammatica. Una situazione che rivive il tentativo di un ennesimo colpo di mano che ha solo un nome: il business. Così come nella Sanità anche nei Rifuti.
Due campi sui quali Paternò l’ha pagata e continua a pagarla carissima ed a proprie spese.

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