Il “giallo” Caponnetto

95047.it E’ chiarissimo che qualcuno sa tutto. Ma resta volutamente in silenzio. Perchè quantomeno complice della scomparsa del paternese Renato Fortunato Caponnetto: il 49enne imprenditore agricolo scomparso da casa più di 365 giorni or sono. Un giallo il suo. Nessuna notizia. Nessun indizio. Nessun testimone. Nessun testimone tranne uno: quell’uomo col quale aveva appuntamento a Belpasso e che sarebbe stata l’ultima persona ad averlo visto e incontrato e che ha dichiarato ai carabinieri che, una volta salutato, non ha saputo anch’egli più nulla. Di Renato Fortunato Caponnetto non si è più trovata nemmeno l’auto, una Fiat 500 di colore grigio.

E se c’è un punto che agli investigatori è apparso chiaro fin dall’inizio è che il 49enne non si sia allontanato volontariamente. Una ipotesi che gli inquirenti hanno immediatamente scartati dopo avere ascoltato meticolosamente parenti e amici dell’uomo e – soprattutto – dopo avere ricostruito passaggio dopo passaggio l’attività di Renato Fortunato Caponnetto titolare di una impresa agricola in contrada Gerbini. 
Quello che resta, al momento, è ben poco. Le indagini sono scattate immediatamente: le ricerche precise e mirate ma – purtroppo – infruttuose, anche. 

I carabinieri della Compagnia di Paternò e del Comando provinciale (sono questi ultimi ad avere in mano il fascicolo sulla scomparsa) non hanno chiuso il caso.

E tornare a parlarne serve comunque a non spegnere i riflettori sulla vicenda e può servire a ridare speranza alla famiglia che non ha più alcuna notizia da un anno. Per quello che resta un giallo al momento senza alcuna soluzione. E, almeno apparentemente, alcuna spiegazione.

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