Il Sostituto procuratore, Pacifico a Paternò: “Denunciare estorsioni e usura: non bisogna avere paura”

Il Sostituto procuratore, Pacifico a Paternò: “Denunciare estorsioni e usura: non bisogna avere paura”

95047.it A Paternò per discutere di lotta alla malavita. Lotta alla criminalità organizzata. Alla mafia. Questioni caldissime soprattutto se sottoposte a studenti ancora alle prese solo con la “teoria della vita” tra i banchi di scuola. Argomenti delicatissimi ma ai quali nessuno può più sottrarsi. E’ stato un confronto serrato e appassionato quello che si è celebrato questa mattina tra studenti e istituzioni all’istituto “De Sanctis” di Paternò nell’ambito dell’Ora di legalità istituita dall’associazione anti-racket Libera Impresa. Oggi, assieme ai rappresentanti si Carabinieri, Polizia e Finanza c’era il Sostituto Procuratore, Pasquale Pacifico ed il presidente della commissione regionale anti-mafia, Nello Musumeci. Un incontro appassionato con i ragazzi che non hanno disdegnato anche domande “scomode” in un territorio da sempre difficile.

“E’ vero questo è un territorio complicato ma non più di altri: nel senso che la provincia di Catania è tutta abbastanza complicata – spiega Pasquale Pacifico -. Quella di oggi è stata una mattinata intensa ma stimolante. Io faccio sempre incontri come questi nelle scuole e noto che c’è una consapevolezza rispetto alle questioni della malavita, da parte dei giovani, che lascia ben sperare per il futuro. Ritengo che siano più mature su queste tematiche rispetto alle generazioni precedenti.

E c’è, poi, la questione legata a un tasso di criminalità che mette ancora in campo armi di distruzione come l’estorsione e l’usura: “A mio avviso – prosegue il magistrato -, c’è una volontà di riscatto da parte della gente di questo territorio che si batte per una normalità che, a volte, diventa una conquista. Però, devo dire, bisogna fare di più. Bisogna che i commercianti, gli operatori economici siano più sensibilizzati nel denunciare fenomeni come l’usura o come l’estorsione: non bisogna avere paura, bisogna comprendere che non vi sono alternative. L’unica strada alternativa è, semmai, la denuncia. Dare percentuali è molto difficile perché sono fenomeni che si basano sul commercio per cui il rischio che abbiamo è quello di dare dei numeri sottostimati perché quando si arriva alla denuncia, il problema è già risolto. La vera questione è il sommerso che non è facile da valutare: di sicuro estorsioni e usura sono fenomeni ancora presenti e per estirparli occorre denunciare e mettere tutti impegno. La politica? Una volta era la mafia a cercare la politica: oggi, molto spesso, accade il contrario”.

A fare gli onori di casa la dirigente scolastica, Santa Di Mauro. Sul ruolo delle giovani generazioni si è soffermato il presidente Musumeci: “Oggi, abbiamo avuto la soddisfazione di avere parlato ai giovani e, quindi, alla parte migliore della società: che è la parte ancora incontaminata, quella con la quale bisogna costruire la cultura della legalità. Io amo dire che essere giovani non è un merito, per la stessa ragione per la quale essere vecchi non è una colpa. Essere giovani è una grande opportunità, una opportunità della vita: o la sai cogliere – quella di essere un buon cittadino e sposare le regole della legalità per raggiungere gli obiettivi che hai sempre sognato – oppure, fare altro. Diventare devianza, carne da macello, essere ascaro: strumento della malavita e vivere ai margini. Ecco, noi dobbiamo aiutare i giovani a vivere la opportunità della loro vita e dobbiamo farlo cominciando dalle scuole perché non sempre le colpe sono della classe politica dirigente. La politica è il risultato delle scelta della società civile: se una società è sana, esprime una classe dirigente sana”.

Gli appuntamenti di Libera Impresa, intanto, proseguono: “Dopo la bella mattinata di oggi, gli incontri con le scuole continuano – conferma il presidente dell’associazione Rosario Cunsolo -; ci diamo appuntamento al mese prossimo quando saremo di scena a Catania. Un altro confronto con gli studenti: la base dalla quale partire per affermare la legalità”.