“Impossibile fare opposizione con chi stringe inciuci che danneggiano la città”

95047.it Consigliere Valore, sono trascorsi tre anni di consiliatura: se non fosse parte in causa e fosse invece un cittadino, che voto darebbe all’assise per il lavoro svolto finora?

Di certo l’immagine che fuoriesce da questo Consiglio Comunale non è sicuramente positiva. Troppe polemiche, troppi cambi di casacca, troppe richieste di poltrone e pochi fatti. La gente si aspettava certamente di più da noi consiglieri comunali, che nonostante l’impegno e la dedizione, non siamo ancora riusciti a segnare un cambio di marcia, né a scuotere un’amministrazione immobile e incapace di gestire una città complessa come la nostra.

E, allora, che voto?

Darei 4 alla maggioranza, per l’incapacità di assumere un ruolo autonomo all’interno dell’assise civica, troppo spesso supina ai voleri del sindaco/despota, non ha avuto il coraggio di prendere decisioni e contrastare criticamente l’operato dell’Amministrazione.
Un voto a parte merita la finta minoranza, che è ben lontana dalla sufficienza.
Rappresenta quel modo di fare politica che non mi piace, un politica demagogica e di facciata, che danneggia la città, con decisioni e accordi sottobanco che non guardano all’interesse della collettività. Una politica fatta di inciuci, interessi di parte e finto perbenismo. È grazie a loro se questa triste esperienza politica è ancora a galla, è grazie a loro se Mauro Mangano continua a governare la città.
Infine, la vera minoranza, che merita un voto positivo, non fosse altro per la grinta e la tenacia con cui ha tentato di contrastare l’inerzia di questa giunta comunale, con un attento lavoro di controllo e una serie di proposte per ridurre la pressione fiscale, garantire maggiore trasparenza e ridurre i costi della politica. Speranza.

Da cosa è dipeso il black-out istituzionale al quale molte volte abbiamo assistito?

Dall’assenza di un vero progetto di rilancio della città, che andasse oltre gli steccati politici, e dalla mancanza di un leader in grado di tenere compatta la maggioranza e guidare la città fuori dalle sabbie mobili. Da anni ormai si assistiamo solo a slogan, proclami e dichiarazioni ad effetto, senza che i problemi reali dei cittadini vengano risolti.
Le tasse non sono e non saranno mai una soluzione, bisogna guardare oltre, e affrontare problemi chiamati, cultura della legalità, rispetto delle regole, tutela delle fasce più deboli, revisione del piano regolatore, misure in grado di dare nuovo impulso al commercio e all’agricoltura, randagismo e tanto altro.
Il vero fallimento è stato il non saper imporre un cambiamento culturale necessario, e non aver avuto un disegno complessivo di sviluppo della città. Oltre agli uomini, sono mancate spesso le idee.

A suo avviso, cosa dobbiamo attenderci da qui alla fine naturale del mandato?

Nulla. Dopo 3 anni di immobilismo amministrativo, sarà molto difficile invertire la rotta. Il sindaco non ha più una maggioranza stabile, ed è costretto, in ogni occasione che conta, a ricorrere alla compravendita di voti in consiglio comunale, indice della sua grande debolezza e del suo fallimento politico. Ha svenduto la sua coerenza politica, per restare al potere e inseguire le ambizioni personali, fregandosene delle conseguenze per la città.
Bisognerà attendere altri due anni, prima di poter rivedere la luce.

Così però è facile scaricare le colpe: eppure, anche la minoranza – della quale Lei fa parte – non è coesa: siete divisi in almeno tre fronti. Perché?

Certamente anche la minoranza ha deluso le aspettative, non riuscendo a contrastare in modo efficace un’amministrazione che fa acqua da tutte le parti. Purtroppo, però, è difficile fare opposizione forte e mettere a nudo le nefandezze di quest’amministrazione, con gente che di giorno parla male del sindaco e del suo operato, e di notte ci si siede per stabilire accordi che danneggiano la città. È grazie a loro, a quei consiglieri che barattano la loro dignità e la loro coerenza in cambio di tornaconti personali (un assessore o di un posto di sottogoverno), che il sindaco peggiore degli ultimi venti anni continua a governare la città coi soldi e i sacrifici dei cittadini.

Parliamo di fatti concreti. Quali sono gli atti che secondo Lei, il consiglio dovrebbe riuscire a concludere da qui ai prossimi mesi?

Anzitutto, la trasparenza e la riduzione dei costi della politica. In un momento storico caratterizzato dalla sfiducia nelle istituzioni e dagli scandali gettonopoli, abbiamo il dovere di ridare credibilità alla politica.
Bisogna avere il coraggio di tagliare i privilegi e rendere i cittadini partecipi della vita politica.
Proprio per questo, nelle scorse settimane, alcuni consiglieri di “buonsenso”, abbiamo protocollato una proposta che mira al raggiungimento di importanti obiettivi, ovvero la riduzione delle commissioni consiliari permanenti da 8 a 6, la pubblicazione online dei verbali delle sedute, l’obbligo di partecipare ad almeno il 50% della seduta per aver diritto al gettone di presenza, l’invito a fissare le sedute di commissione in orari “strategici”, così da ridurre i rimborsi ai datori di lavoro, l’annullamento del diritto ad avere il gettone di presenza nel caso in cui la seduta di Consiglio dovesse protrarsi oltre la mezzanotte, l’azzeramento del gettone di presenza per ridurre l’Imu sui terreni agricoli, la nomina di un Amministratore Unico per la gestione dell’azienda municipalizzata acquedotto, in modo da tagliare i costi per l’azienda.
Lei è presidente della commissione Bilancio: ci dice quali sono i vostri rapporti con gli uffici dell’economato e con il sindaco che detiene anche la delega al Bilancio?

Purtroppo i rapporti con il responsabile finanziario e l’assessore al Bilancio non sono dei migliori. Gli scellerati aumenti dell’addizionale comunale Irpef, e tutte le polemiche che ne sono seguite, hanno incrinato i rapporti tra le parti, minando alla base la fiducia che riponevamo in queste figure.
L’assessore al Bilancio, inoltre, non ha mai dialogato con la commissione di riferimento, dimostrando, scarsa capacità di mediazione e di confronto. Proprio colui che avrebbe dovuto aprire al dialogo con il Consiglio Comunale, e favorire il dibattito su temi importanti quali la revisione della politica fiscale, il potenziamento delle entrate e la riduzione delle spese, ha preferito decidere da solo, ignorando il pensiero dei Consiglieri e dei cittadini.

Si vota tra meno di due anni: proviamo ad ipotizzare uno scenario legato alla corsa per le amministrative del 2017.

Certamente, visto il sentimento di antipolitica diffuso tra i cittadini e l’avversione verso i partiti tradizionali, una grossa chance l’avranno i grillini, se sapranno individuare un candidato sindaco di spessore, e soprattutto se sapranno capitalizzare e far conoscere quanto di buono fatto sinora dalla deputazione regionale e dai sindaci pantastellati.
Diversa la situazione per l’attuale primo cittadino, che allo stato odierno mi pare tagliato dai giochi, vista l’immagine negativa che si è costruito di “sindaco delle tasse”, e viste le distanze che il suo stesso partito, il Pd, neppure tanto sommessamente, comincia a prendere dalla sua amministrazione. Se, come previsto, gli opportunisti che lo circondano, lo abbandoneranno poco prima delle nuove elezioni, persino la sua candidatura sarà a rischio.
La mia speranza, spero condivisa della stragrande maggioranza dei cittadini, è quella di voltare pagina, di trovare un candidato credibile, politico o espressione della società civile, che si sia distinto per integrità morale e personalità, e che abbia la voglia e il coraggio di scommettersi per rilanciare le sorti di questa città.

E Lei con chi scenderà in campo?

È presto per dirlo, anche perché non ho ancora deciso se scenderò in campo alle prossime elezioni. Ormai è diventato difficile fare politica per le persone oneste, mettere le proprie idee al servizio della collettività e spendere le proprie energie per la città, non è semplice. Il rischio, infatti, è quello di essere accomunati a certi politicanti e rimetterci la propria dignità.
Personalmente, molto dipenderà dal progetto che si riuscirà a metterà in piedi e soprattutto da chi saranno i suoi interpreti.
Vincere le elezioni non basta, l’obiettivo principale dev’essere quello di formare una buona squadra di governo per dare risposte concrete ad una città stanca di essere presa in giro.

Ad inizio consiliatura Lei faceva parte della maggioranza: ci spiega perché è poi passato all’opposizione?

In realtà, non sono stato io ad abbandonare la maggioranza, ma la maggioranza a tradire i cittadini venendo meno agli impegni presi in campagna elettorale.
Di certo non potevo rimanere all’interno di una compagine politica incapace di governare la città e sottomessa ai voleri di un sindaco irresponsabile.
Ho preferito rimanere coerente ai miei principi e stare dalla parte della città, l’unica maggioranza in cui mi riconosco davvero.

Un’ultima domanda alla quale ha già in parte risposto. E’ favorevole alla proposta che dalle colonne di 95047.it abbiamo lanciato nei mesi scorsi: ovvero, pubblicare on line – sul sito del Comune – i verbali delle sedute delle commissioni consiliari?

Certamente si, la politica deve cambiare, deve diventare più trasparente e accessibile. Consentire ai cittadini di vigilare e sapere cosa si discute nelle commissioni consiliari, chi è presente, chi lavora e si prodiga per migliorare le cose e chi non fa nulla, sarebbe un bel gesto di maturità per tentare di riconquistare la fiducia dei cittadini, sempre più attirati dalle sirene dell’antipolitica.

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1 Comment

  1. Buongiorno, chiedete al “signor” sindaco, se, e quando, ha intenzione di rimettere i tombini in paese. Forse aspetta che qualcuno (e sono in tanti), avendo la buca del tombino proprio davanti all’uscio di casa, si rompa l’osso del collo? e allora, si potrà invocare la fatalità? o sarebbe lecito “occhio per occhio,…

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