INCHIESTA ATHENA, LE INTERCETTAZIONI:”SE SALE NASO FACCIAMO LAVORARE 7/8 CRISTIANI”

L’ombra dell’inchiesta Athena, condotta tra dicembre 2019 e luglio 2022, ha travolto la tranquillità della comunità di Paternò, scatenando un vero e proprio terremoto non solo giudiziario, ma anche politico. Le recenti misure cautelari eseguite questa mattina, che hanno coinvolto 17 individui, hanno mandato onde d’urto attraverso la provincia e l’intera Isola.

Al centro dell’attenzione delle indagini si è trovato un intricato sistema di condizionamento delle aste giudiziarie, operato con metodi mafiosi. Tuttavia, ciò che ha sollevato maggiormente scalpore è stato il focus della Procura etnea sulla ricostruzione dei movimenti sotterranei avvenuti durante le elezioni comunali del 2022.

Secondo l’atto d’accusa, Vincenzo Morabito e Natale Benvenga, esponenti dei “Mussi i Ficurinia”, una frangia del clan Laudani, avrebbero stretto un patto con Nino Naso, il sindaco di Paternò in carica all’epoca delle indagini, affinché procurasse voti in cambio di favori al gruppo mafioso. Queste accuse emergono chiaramente dalle carte dell’ordinanza.

Nonostante il sindaco Naso sia stato indagato insieme ad altri 55 individui, non sono state prese misure cautelari nei suoi confronti. Attualmente, solo 15 degli indagati si trovano in carcere, mentre altri due sono ai domiciliari con braccialetto elettronico.

Un aspetto cruciale emerso dalle indagini riguarda il cosiddetto “patto elettorale”. Si sostiene che l’assessore comunale Salvatore Comis abbia ricevuto una proposta simile, secondo la quale avrebbe dovuto orientare la sua futura attività politica a favore dell’associazione mafiosa. Nonostante Comis non sia stato eletto, ha ottenuto una posizione di rilievo come assessore con delega alle attività produttive, politiche agricole ed imprenditoriali, manutenzioni impianti spettacolo e randagismo.

Un’altra accusa grave riguarda le presunte assunzioni pilotate nel servizio di raccolta rifiuti del comune etneo. Si sostiene che sotto richiesta di Vincenzo Morabito, il sindaco Naso avrebbe assicurato l’impiego a tempo determinato di due individui legati alla criminalità organizzata locale. Entrambi sono stati effettivamente assunti nel 2021, con contratti che sono stati rinnovati fino al mese scorso.

Il sindaco Nino Naso e l’assessore Comis hanno negato categoricamente le accuse, dichiarando la sua estraneità a qualsiasi illecito. Ha espresso fiducia nella magistratura e ha sottolineato l’importanza della legalità e della trasparenza nel suo mandato.

In conclusione, l’inchiesta Athena ha scosso le fondamenta del potere locale a Paternò, mettendo in luce la presunta connivenza tra esponenti politici e la criminalità organizzata. Resta ora da vedere come evolveranno le indagini e quali saranno le conseguenze per coloro coinvolti.

PERSONE DESTINATARIE DELLA MISURA DELLA CUSTODIA IN CARCERE:
1) APOLITO Adriano, nato a Paternò il 01.08.1988;
2) BENVENGA Natale, nato a Catania il 04.05.1962;
3) CIRINO Pietro, nato a Paternò il 22.01.1965;
4) CUNSOLO Filippo, nato a Paternò il 06.07.1963;
5) CUNSOLO Vincenzo, nato a Paternò il 06.10.1968;
6) DI PERNA Francesco, nato a Paternò il 01.07.1963;
7) OLIVERI Carmelo, nato a Paternò il 18.02.1980;
8) PENNISI Emanuele Salvatore, nato a Paternò il 03.06.1977;
9) PUGLISI Pietro, nato a Paternò il 11.08.1974;
10) RAPISARDA Andrea, nato a Paternò il 05.06.2002;
11) RAPISARDA Antonino, nato a Paternò il 09.01.1970;
12) RAPISARDA Vincenzo, nato a Catania il 21.04.1995;
13) SINATRA Andrea, nato a Paternò il 30.11.2001;
14) SPATOLA Angelo, nato a Paternò il 15.01.1976;
15) VERZÌ Carmelo, nato a Paternò il 08.07.1995.

PERSONE DESTINATARIE DELLA MISURA CAUTELARE DEGLI ARRESTI DOMICILIARI CON BRACCIALETTO ELETTRONICO:
16) MORABITO Vincenzo, nato a Paternò il 16.10.1960.

PERSONE DESTINATARIE DELLA MISURA CAUTELARE DEL DIVIETO TEMPORANEO  DI ESERCITARE LA PROFESSIONE:
17) VOJVODIC Gianfranco, nato a Licodia Eubea il 16.10.1960.