Istituire un Museo civico della memoria: perché no?

Istituire un Museo civico della memoria: perché no?

95047.it Pazza idea. Che, poi, pazza non lo è affatto. Anzi. Istituire a Paternò un Museo civico che raccolga e custodisca le memorie della città promuovendo le culture del passato proiettandole nel presente: istituire un luogo dove il sapere, la cultura, la storia di Paternò trovi – finalmente – rifugio. Fare memoria per fare tesoro. Custodire per far crescere una comunità paternese assopita da tempo dalle sventure dell’attuale momento storico. Ed, allora, istituire un Museo Civico. La proposta non è nuova ma ieri pomeriggio, nel corso del convegno organizzato dai Lions per ricordare la figura del genio paternese Antonino Ciancitto, è riemersa con forza. Da tempo, una memoria storica ed illuminata come il paternese purosangue Sebastiano Garifoli, prova a “stuzzicare” la città affinché “la pazza idea” trovi uno sbocco. E, personalmente, trovo parecchio stimolante che un collega come Alfio Cartalemi non esaurisca mai la sua voglia di mettersi al servizio di questa città rilanciando argomenti che, a primo acchito, parrebbero secondari.

Gioacchino Russo, il Maestro Barbaro Messina, le opere di Cannavò, Barbaro Conti, lo stesso Antonino Ciancitto: così, tanto per citarne alcuni. “Paternò è una città ricca di storia e cultura – spiegava ieri l’avvocato Turi Asero -. E’ la città della Regina Bianca che Sciascia definì “metafora degli splendori creati dalla monarchia dei normanni”. Paternò è la terra di GiovanBattista Nicolosi che scrivendo l’Hercules Sicilia fece conoscere la città in tutto il mondo”

A costo di apparire megalomani: Paternò è una culla dei saperi. Ed, allora, la pazza idea di un Museo civico. La forza della memoria collettiva. La domanda sarebbe una soltanto: perché no?

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    Segnalo che il museo civico esiste già ed è quello intitolato a Mons. Savasta, uno dei più colti storici locali, di cui l’antiquarium ospitato presso l’ex carcere borbonico costituisce una sezione. L’ideale sarebbe di ampliarlo con altre sezioni e trasferirlo in un edificio più ampio, come potrebbe essere l’ex monastero delle benedettine, nei locali ormai abbandonati dell’ex scuola Giovanni XXIII. Il progetto di recupero a uso museale esiste già (ho collaborato alla sua redazione), ma finora ha preso polvere in qualche armadio comunale piuttosto che venire presentato per i bandi europei…

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