La coscienza che non c’è: cuccioli abbandonati e lanciati da un’auto

95047.it “SOS abbandono”: è il grido d’allarme delle associazioni animaliste di Paternò “Il mio Amico” e “Cuccioli dell’ Etna” che nonostante l’impegno quotidiano rivolto nei confronti degli amici a 4 zampe si trovano, oggi più che mai, a fronteggiare situazioni di emergenza non di poco conto a causa di continui abbandoni di cagnolini. Gli ultimi, in ordine cronologico, proprio ieri: undici cuccioli trovati dentro uno scatolone al viale dei Platani e altri due nelle stesse condizioni al Corso Italia. Solo venti giorni fa, pensate, tre cuccioli erano stati letteralmente lanciati dal finestrino di un’auto in corsa. Una maledetta piaga che non è circoscritta all’abbandono di cuccioletti, vengono lasciati sul ciglio delle strade anche cani adulti, non sterilizzati e spesso con gravi patologie. Per le associazioni animaliste che, lo ricordiamo, si auto-tassano e vivono di qualche donazione da parte di alcuni cittadini, tutto ciò sta diventando complicato e ingestibile.

I cuccioli abbandonati in viale dei Platani
I cuccioli abbandonati in viale dei Platani

“Ci troviamo a fronteggiare un fenomeno disgustoso – commenta il presidente dell’associazione “Il mio Amico”, Francesco Gerloni – le forze sia fisiche che economiche non le abbiamo più. Per gli ultimi cuccioli trovati ieri abbiamo ricevuto aiuti da parte di volontari dei centri vicini, non potevamo lasciarli morire ma è stata un ulteriore prova di forza che pian piano va a spegnersi; i cuccioli vanno accuditi tre volte al giorno e con specifico latte come i bambini. Non ci sono più le forze materiali per fronteggiare questo fenomeno”.

In ultimo, il presidente Gerloni lancia un appello forte alle istituzioni e ai cittadini: “Alle istituzioni chiedo di avviare responsabilmente il censimento del proprietario del cane per mettere in atto tutto ciò che ne consegue dalla microchippatura alla sterilizzazione. Ai “cosiddetti” cittadini che continuano ad abbandonare dico che non conoscono quale sia il concetto di componente di famiglia perchè il cane è questo, ma da questa civiltà questo concetto è ancora lontano. Mi rivolgo però anche a quella parte della città sana, che esiste, ci aiuta e adotta affinchè continui a farlo perchè non si possano spegnere mai i riflettori su questa vicenda e si possa sempre fare opera di sensibilizzazione”.

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1 Comment

  1. A questa orribile piaga si associa quella dei cani” reclusi “nei balconi 24 h su 24,esposti a qualsiasi intemperia e a volte lasciati senza acqua e cibo per intere giornate e nell’indifferenza generale del vicinato che pur assistendo a questi maltrattamenti,tacciono e non denunciano .
    E’ una questione di umanità ,le autorità Paternesi dovrebbero agire in modo più incisivo su questo fronte.

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