La costruzione del supermarket Lidl: "E' questo lo sviluppo di cui abbiamo bisogno?"

E' bagarre su un piano si lottizzazione presentato dall'amministrazione che prevede la creazione della struttura all'ingresso di Paternò. L'intervento di dieci consiglieri di minoranza (Nella foto, il punto dove dovrebbe sorgere il supermercato)

A cura di Redazione Redazione
18 settembre 2015 12:32
La costruzione del supermarket Lidl: "E' questo lo sviluppo di cui abbiamo bisogno?" -
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95047.it Di seguito la nota dei consiglieri Valore, Mannino, Rau, Faranda, Fallica, Signorello, Furnari, Ciatto, Virgolini, Buttò.

"Sulla vicenda del piano di lottizzazione che si discute in questi giorni in Consiglio Comunale, noi consiglieri di minoranza, pur favorevoli a qualsiasi progetto serio che veicoli benessere e ricchezza per il territorio, riscontriamo, per l’ennesima volta, il tentativo dell’Amministrazione di buttare fumo negli occhi dei cittadini parlando impropriamente di sviluppo economico e di vantaggi per la città, senza analizzare concretamente i pro e i contro dell’iniziativa.

Ma è davvero questo lo sviluppo di cui abbiamo bisogno? Lo sviluppo economico non si incentiva creando semplicemente qualche posto di lavoro, che tra l’altro mette anche a repentaglio il futuro delle attività commerciali esistenti, che con sacrificio hanno resistito alla crisi, e adesso corrono il rischio di essere soffocate da un gigante della GDO come Lidl.

Ma non era più logico procedere prima alla revisione del Prg, scaduto già da qualche anno, e individuare le zone idonee all’insediamento produttivo/commerciale, alla luce dei cambiamenti avvenuti nel tessuto urbano della città? Invece no, si ragiona ancora sulla base di uno strumento urbanistico superato e inadeguato a promuovere lo sviluppo del territorio, con un'Amministrazione che procede a colpi di varianti allo strumento urbanistico e piani di lottizzazione, perdendo di vista l’obiettivo reale, la crescita ordinata e programmata della città.
Si va indietro anziché guardare avanti. Perché il futuro non passa certo dalla realizzazione di centri commerciali e “strutture di consumo”, di cui la nostra provincia è già satura, ma dalla creazione, (come hanno già fatto alcuni comuni tipo Belpasso), di poli di sviluppo industriale e di zone artigianali che consentano un’insediamento produttivo portatore di benessere e ricchezza per il territorio, tramite la creazione di valore aggiunto.
Si guada banalmente al singolo investimento/progetto, senza avere una visione organica della città, rinviando sistematicamente la revisione del Prg.

Ma soprattutto, ci siamo chiesti quale sarà l’impatto che tale struttura avrà sulla già precaria viabilità di Corso Italia e in generale della città, considerando che le uniche opere di urbanizzazione previste nella convenzione, sono i parcheggi e la zona a verde? Ma davvero pensano che senza il raddoppio della carreggiata di via Vitt. Emanuele e la creazione di una rotatoria tra corso Italia e via Vitt. Emanuele la viabilità della città sarà in grado di reggere all’incremento considerevole del flusso veicolare? Senza queste importanti opere, corriamo il rischio concreto di paralizzare la città, con la creazione di lunghe file sia in entrata che in uscita dal paese.
Tutto ciò per ribadire che siamo favorevoli agli investimenti nel territorio, e a tutte quelle iniziative che possono portare lavoro e ricchezza per la città, ma pretendiamo che ciò avvenga attraverso un progetto di sviluppo sostenibile, che preveda l’analisi dell’impatto sul flusso veicolare (cosa di cui nessuno si è preoccupato) e le ripercussioni sul commercio locale.

Ci saremmo anche aspettati, vista l’importanza dell’argomento, che il Sindaco coinvolgesse il Consiglio Comunale e gli operatori della zona, aprendo al dialogo costruttivo con tutte le forze economiche e sociali della città, per sondarne umori ed opinioni. Si è preferito non coinvolgere nessuno.
La nostra proposta è dunque quella di invitare la ditta proponente a riformulare il progetto includendo quelle opere di urbanizzazione utili a garantire il normale flusso veicolare, oltre a sottoscrivere un protocollo d'intesa che garantisca l'assunzione di personale locale, cioè giovani paternesi e padri di famiglia che soffrono la crisi occupazionale".