LA PASSIONE DI SAPERE

Una storia non esiste finchè qualcuno non la racconta, scrive Pippo Virgillito, e poichè riteniamo che il racconto è molto importante, vale la pena, non solo raccontarla ma parlarne e consegnarla alla storia. Parla di Angelino Ciravolo il libro da poco pubblicato dalla “Edizioni del Faro” gruppo editoriale Tangram Srl di Trento, “La Passione del sapere” un pubblicazione di 380 pagine scritte a quattro mani, da Claudio Tugnoli e Pippo Virgillito. Sono rimasti in pochi quelli che a Paternò si ricordano di Angelino Ciravolo, uomo dottissimo e poliedrico, uno spirito indipendente, che aveva studiato presso l’Università Cattolica di Milano, nella cui città fu anche docente di danza presso scuole private e tenne corsi di ballo. E’ stato a lungo giudice internazionale di gara, un incarico che gli permetteva di viaggiare per il mondo, come direbbe Montesquieu. Negli anni 70 ha iniziato la sua carriera di insegnate di musica nelle scuole del Trentino. Perché dunque dedicargli un libro? “Si è voluta offrire un’immagine non di maniera – dice l’amico Pippo Virgillito – ma viva e vera del mondo di un nostro concittadino poco conosciuto tra gli uomini di alta cultura, da valorizzare ed apprezzare, col cuore e con la mente, unitamente ai giovani di oggi e di domani.” Uomini del tutto sconosciuti nella città di nascita, ma non nell’Italia o nel mondo. Personaggi che sfilano nella nostra mente, come i quadri d’autori illustri, appesi alle pareti dei musei o delle nostre case; uomini che, pur incarnando i mali ed i problemi di ogni giorno, sono riusciti, a volte, a fornire un ritratto della nostra terra di Sicilia o del nostro territorio etneo, saturo di arricchimento culturale in un periodo in cui predomina la carenza della lettura, della passione della conoscenza, del sapere, dove c’è poco interesse alla formazione umana; il che non vuole essere un atto di accusa contro le istituzioni formative dei giovani ma una sollecitazione rivolta a loro, che per apprendere, non devono necessariamente starsene seduti sui banchi di scuola a leggere o studiare tutto ciò che è solo previsto dai programmi ministeriali. Si certo, le nuove tecnologie devono favorire ad approfondire la conoscenza in generale, ma sarebbe auspicabile che nelle scuole si possa approfondire la vita vissuta di alcuni nostri concittadini che in Italia o all’estero, non hanno fatto “la storia d’Italia” ma hanno vissuto la loro vita lasciando contributi, altamente validi a livello culturale, interessanti e significativi per le nuove generazioni. Angelino Ciravolo è uno di questi. “Sono illustri sconosciuti – sottolinea Virgillito – che hanno vissuto il dramma della vita ed i loro problemi in una dimensione, a volte fuori dal tempo e dalla storia, che hanno lasciato parecchi esempi alle nuove leve di domani, come fari accesi nella cultura contemporanea. Testimoniando per esempio quelle lasciate dalla vita vissuta di Angelino Ciravolo, uomo di scuola e di cultura, malgrado le apparenze, uomo scevro di qualsiasi velleità mondana, ma proprio per questo ancor più degno di memoria imperitura.mnemosynes axios (come ha scritto Claudio Tugnoli nella presentazione del libro)”. “Nei mie riguardi – afferma Pippo Virgillito – ha esercitato uno strano fascino, uomo di cultura che avrebbe preferito inevitabilmente il silenzio anche dopo la sua morte” Chiusa la sua vicenda umana Angelino Ciravolo resta per tutti noi paternesi un personaggio di scuola nel vivere quotidiano; un uomo che alle falde dell’Etna, a Paternò città natale, di notte muore improvvisamente (morte subitanea) senza alcuna lacrima di addio, in una arcaica solitudine, sconfitto improvvisamente durante l’ultima sua partita a scacchi con la morte. Così moriva, il maestro, Angelino Ciravolo l’uomo che rappresentò l’onestà morale ed intellettuale del suo lungo trascorso di vita; voce sommessa, silenziosa, riservata, una voce che può diventare universale, un monito, lasciatoci da un uomo che è andato a far parte del mondo dei giusti, che di certo ha sognato “nel mondo dei vinti” una realtà diversa e migliore una realtà che non arrivava mai. Il libro racconta di Angelino Ciravolo come una storia coinvolgente, ma una storia non esiste finchè qualcuno non è pronto a raccontarla, in parte lo hanno saputo fare; Pippo Virgillito con il suo contributo storico, arricchito da foto e dalla testimonianza di alcuni conoscenti di Ciravolo; la seconda parte del volume contiene il ricordo dell’amico docete universitario Claudio Tugnoli. La copertina del libro e la quarta pagina, godono del ritratto del professore Ciravolo, realizzato con penna a sfera dall’architetto Luigi Spoto.

Alfio Cartalemi