“Salveremo il Punto Nascite di Bronte”. E Paternò che non ha più santi in paradiso

“Salveremo il Punto Nascite di Bronte”. E Paternò che non ha più santi in paradiso

95047.it “Mi farò portavoce presso il ministero della Salute affinché il Punto nascita dell’ospedale di Bronte possa essere mantenuto: territori montani o dove vi sono difficoltà di mobilità non possono perdere un servizio ospedaliero così importante”. E ancora: “Il sindaco Calanna mi ha esposto i problemi che le comunità sarebbero costrette a subire nel caso in cui questi servizi dovessero essere soppressi. Ci confronteremo con il Ministero, sottolineando le peculiarità di alcune realtà come, appunto, Bronte”.
Parole convinte. Ferme, decise, shoccanti. Espresse non da uno chiunque ma nientepopodimenochè dall’assessore regionale alla Sanità, Baldo Gucciardi, da pochi giorni subentrato alla “ella fu” Lucia Borsellino. Insomma, della rete ospedaliera degli ospedali riuniti (scusate il gioco di parole) indovinate un pò qual è l’elenco debole della catena? Esatto. E’ Paternò.

Mentre al Santissimo Salvatore hanno già smantellato il Punto Nascite, trasferito la Pediatria, umiliato un intero territorio e depennato il possibile e pure l’impossibile tra i servizi a disposizione, da altre parti si fa a gara salvare persino il razionalmente irrazionale. E’ tutta una questione di politica, bellezza. La sicurezza delle partorienti e dei nascituri non c’entra un bel nulla. Non c’entra un piffero. Una storia buona per abbindolare gli allocchi o chi è in malafede. C’entra solo e soltanto la politica.

Già. Perché secondo quelle che sono le parole dell’assessore regionale, allora anche a Paternò, il Punto Nascite sarebbe dovuto rimanere per una questione di sicurezza e di mobilità. Anche a Paternò chi è al governo della città avrebbe dovuto battere i pugni sul tavolo e fare valere le proprie ragioni e quelle del territorio. In fondo, pure Bronte era stato “cancellato” dal piano sanitario del precedente governo regionale: eppure, lì, non si è rimasti a guardare. Politicamente, si è fatto e strafatto qualsiasi tentativo affinché non si toccasse nulla. Il risultato è arrivato puntuale.

Ma Paternò non ha più santi in paradiso già da un bel pezzo. Restiamo a leccarci le ferite con rabbia e frustrazione. Eppure, in tutto questo grigiore c’è una nota positiva: ed è quel patrimonio di lavoro svolto dalle associazioni di volontariato che compongono il Comitato che non va disperso. Nessuno ci restituirà più il Punto Nascite: ma nessuno si azzardi a dire “è così che doveva andare”. Perché la storia millenaria del Santissimo Salvatore meritava ben altra fine.

1 Commento

  • E’ inutile che stiamo a piangerci addosso ,sappiamo tutti che i politici locali a cominciare dal Sen. Torrisi succube dell’On. D’Asero di Biancavilla ,del nostro Sindaco che si è barattato il Punto Nascita con il Centro Trasfusionale siglando un accordo con l’ex Direttore Generale Dott.ssa Grossi. Voglio dire al sig.Sindaco e vice sindaco che c’è ne facciamo del Centro Trasfusionale se non c’è l’ospedale .Per Lui e’ importante perché a ricambiato il favore al GDVS che hanno votato per Lui ,ma ha danneggiato la nostra città decidendo la chiusura del punto nascita.Comunque voglio ricordare a tutti che il punto nascita di Bronte e’ stato chiuso da una sentenza del CGA del 2014 ,quindi mi sembra impropabile che il punto nascita di Bronte non chiude .Pero’ quello che conta e’ che almeno il Sindaco ,a differenza di quello di Paterno’ ,non si arrende alla chiusura.

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