“Noi piccoli Archeologi”

95047.it Puntuali come orologi svizzeri, gli alunni delle terze classi sezioni C ed E della Scuola Primaria 3° Circolo Didattico di Paternò, insieme al Dirigente Scolastico Alfio Ciccia ed alle loro insegnanti Cettina Cantone, Maria Arcidiacono, Mariella Virgillito e Giusi Attinà, Pina Pennisi si sono presentati davanti ai cancelli dello spazio interno al demanio forestale, nella zona di Piano Cesarea.
Ad attenderli Mimmo Chisari Presidente, unitamente ai soci della sede locale dell’Associazione SiciliAntica di Paternò per trascorrere insieme una giornata istruttiva all’insegna dell’archeologia sperimentale.
I piccoli archeologi guidati da Giuseppe Barbagiovanni, Responsabile Regionale Giovani dell’Associazione, sono subito messi all’opera dividendosi in diversi gruppi. Si sono inizialmente cimentati nella realizzazione di collane e bracciali utilizzando conchiglie e fili di juta, poi nell’accensione del fuoco con l’aiuto di un archetto e di un bastoncino, quindi nella molitura dell’antico grano di timilia utilizzando copie di macine preistoriche denominate “di forma a mandorla”; successivamente hanno realizzato coppette e vasi di ceramica con la tecnica della “colombina” utilizzando argilla e punteruoli in osso per le decorazioni; in seguito si sono messi alla prova nella scheggiatura di manufatti litici utilizzando nuclei di rocce quali, l’ossidiana, la quarzite e la selce per costruire armi ed attrezzi primitivi; infine hanno dato spettacolo destreggiandosi con l’uso dell’arco e delle frecce, fedelmente riprodotti, centrando delle sagome appositamente allestite, rispettando scupolosamente i canoni della sicurezza.
Un’attività che è stata possibile grazie alle autorizzazioni rilasciate dal Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali per lo sviluppo rurale e territoriale, Ufficio Provinciale di Catania Servizio XIII nelle persone del Dirigente Ettore Foti, del direttore dei lavori Elio Arcoria e di Salvatore Coppola. Presenti anche il sindaco di Paternò Mauro Mangano e gli assessori Valentina Campisano e Agostino Borzì.

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