Non facciamo calare il silenzio sul “Salvatore Bellia”

95047.it C’è la vicenda angosciante, oscena e umiliante del call center Qè con 600 famiglie scaraventate in un sol colpo sul burrone dell’ansia: quella di non conoscere il proprio destino. Ci sono le beghe finanziarie di un Comune sull’orlo di un altro precipizio, quello del baratro finanziario: con tutto condito dal solito rimbalzo di responsabilità e scaricabarile. C’è, poi, quella sensazione opprimente di una città che è sempre più sfilacciata su se stessa: che ha perso quell’identità che una volta era (forse) il suo punto di forza. 
C’è tutto questo. Ed è normale, allora, che in quello che è il bombardamento delle notizie, quelle stesse notizie che oggi sono la prima pagina domani cadano invece nel dimenticatoio.

Non vorremmo che questa sindrome tutta nostrana, finisca col riguardare i dipendenti dell’Ipab “Salvatore Bellia” di via Giovan Battista Nicolosi. Non se n’è capito più nulla. Persino le promesse della politica sono andate a farsi benedire: e questo sì è un campanello d’allarme. Perché se anche politica e politicanti tacciono, significa che la questione è seria. Tant’è che non se ne parla. Tocca alla stampa, ancora una volta, far risollevare la questione. Anche perchè – incredibilmente – il problema non sono più i quasi quaranta stipendi da dover pagare e liquidare bensì il fatto che far passare la data del prossimo 31 dicembre senza gettare sul tavolo inconcludente dei confronti, una proposta precisa, significherebbe mettere una pietra tombale su un Istituto fatto morire anno dopo anno. E staccare la spina non vale. Troppo facile. E chissà che anche la magistratura non possa farci sapere qualcosa.

1 Comment

  1. Non si stava interessando il sig.Nino Naso e il suo amico Ass.Barbagallo a risolvere la problematica dell’Ipab e Qe’?

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