Paternò, il bar e il summit mafioso

95047.it – Vincenzo Aiello, capo indiscusso dei Santapaola, aveva scelto un bar di Paternò, per i suoi incontri con boss e uomini d’onore. E’ il 10 luglio 2007 quando le telecamere dei Ros immortalano un summit con cui i mafiosi di Cosa nostra catanese incontrano emissari inviati direttamente dai Lo Piccolo di Palermo. Immagini e foto dell’inchiesta Iblis che sono stati proiettati nelle aule del tribunale di Catania dove si è svolto il processo “Gatto Selvaggio” contro Salvatore Catania, quello che sarebbe stata secondo il pm Jole Boscarino il capo indiscusso (almeno fino al 2008) della mafia di Bronte. Insomma avrebbe retto le fila – su delega diretta del capomafia Vincenzo Aiello – degli affari dei Santapaola della terra del pistacchio e avrebbe siglato accordi anche con i referenti del tempo per i territori di Adrano e Paternò.

Ma torniamo al bar. Vincenzo Aiello, rappresentante provinciale dei Santapaola, incontra i due emissari di Salvatore e Sandro Lo Piccolo Fausto Seidita, fratello di Giancarlo, reggente del mandamento Cruillas–Noce di Palermo e Massimo Giuseppe Troia, affiliato della famiglia di San Lorenzo (ddi carusi dda Palermo). Il Colonello Arcidiacono del Ros durante il suo esame fornisce particolari indicazioni su quell’incontro al bar, in cui era presente anche Franco Costante, responsabile mafioso di Palagonia e Franco Amantea, indicato dal collaboratore di giustizia Santo La Causa “uomo d’onore del gruppo di Paternò”. I dialoghi intercettati tra Aiello e Catania “riguardano vicende e dinamiche mafiose”. Insomma in quell’angolo di Paternò meno di dieci anni fa si sono decise le strategie della cupola catanese dei Santapaola.

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