Paternò, l’alfabeto 2016 della città

Paternò, l’alfabeto 2016 della città

95047.it A come Autoreferenzialità. Nonostante il peso specifico della nostra città sia pesantemente ridimensionato fuori dai nostri confini, le classi dirigenti degli ultimi anni continuano a pensare di essere loro il centro del mondo. L’autoreferenzialità di una politica narciso e che gira a vuoto. Svegliatevi (e non è un invito dei Testimoni di Geova), che siamo a mare.

B come Bellezza. Quella che auguriamo alla nostra città per il 2016. Ad una Paternò che pare avere perso il piacere di inorgoglirsi e gioire delle proprie bellezze monumentali e naturali. Solo la Bellezza ci può salvare.

C come Commissioni consiliari. A fronte delle 1200 riunioni di commissione svolte nel 2014, abbiamo chiesto che – per rispetto nei confronti della città – quantomeno venissero pubblicati on line i verbali delle sedute almeno per sapere di che si parla. A parte comunicati e prese di posizione di circostanza, niente si è ovviamente mosso.

D come Dop. Ne scrivevamo appena qualche giorno fa: possibile che non si riesca a creare un marchio di qualità per l’arancia rossa di Paternò? Cosa ci si lamenta a fare del mercato spagnolo, nordafricano o israeliano se ragioniamo ancora con una mentalità che era già vecchia persino negli anni ottanta? E, forse, non siamo più nemmeno in tempo.

E come Elezioni. Il 2016 sarà l’anno pre-amministrative: e per questo sarà un anno buono da una parte per fare polemica a tutto spiano su qualsiasi fatto e dall’altro per vendere fumo negli occhi alla proposizione di qualsiasi iniziativa. In mezzo a tanto, tantissimo, bluff. Alla fine, è destinata a pagare sempre e soltanto la città.

F come Forza. Quella che trovano quotidianamente le tante ed inesauribili associazioni di volontariato in campo a Paternò: nonostante diffidenze, tempi difficili e solitudine, loro vanno avanti rendendo più viva la città. Solo applausi.

G come Grandi opere. Che fine hanno fatto? La città è strutturalmente ferma. Di Prg non se ne parla; di linea Metropolitana si avanti a forza di tavoli ma senza mai vedere una carta nella quale sta scritto che Paternò avrà un finanziamento certo; ciliegina sulla torta, la bocciatura della Cassa Depositi e Prestiti per i viali Kennedy e De Gasperi assieme al collettore di San Marco. Continuiamo?

H come Hotel. A Paternò (città di quasi 50 mila abitanti) non ce n’è nemmeno uno. Ma, a pensarci bene, perché dovrebbe esserci?

I come Informazione e “Il Pungolo”. Informare i cittadini è prima di tutto un compito di responsabilità. Una enorme responsabilità. Non è un gioco e non ci si improvvisa: anche se il mestiere di giornalisti è ormai alla mercè di chiunque. Il 2015 è stato l’anno di fondazione dell’associazione di cronisti paternesi “Il Pungolo”: il tentativo di mettere a confronto i giornalisti della città e che ha visto a novembre scorso anche la presenza del presidente nazionale dell’Ordine, Iacopino, presiedere un corso di formazione organizzato proprio dall’associazione. Piccoli passi, vedremo dove si arriverà.

L come “La fine di Pacchiotto”. Il tentativo di rubare il busto di Dante Alighieri piazzato in piazza Santa Barbara, costringe il Comune a toglierlo (è quasi passato un anno ormai!) con la promessa di ripulirlo e rimetterlo al suo posto. Nulla di tutto questo è – ovviamente – accaduto. Nel frattempo, qualche burlone posiziona al posto del busto un simpatico omino vestito di rosso con la scritta: “La fine di Pacchiotto”. Satira bella e intelligente. Peccato che non sia stato apprezzato: ed anche Pacchiotto, dopo qualche giorno, è stato portato via.

M come mafia. Non è una questione di inchini. E nemmeno di parole. La mafia ed il pensiero mafioso si sconfiggono solo parlandone sempre e agendo con atti e fatti concreti. Tutto il resto appartiene ad un’antimafia di facciata che è lurida tanto quanto la stessa criminalità organizzata.

N come Non-luoghi. Così abbiamo ribattezzato i tanti siti della città inutili, incompleti o ormai chiusi. Dal “Lentodromo” Salinelle al cine Santa Barbara (mai ultimato); dal Com al palazzo della Cassamutua; fino al baraccone dell’era. E la lista è lunga. Non-luoghi che imbruttiscono la città: altro che bellezza.

O come Ospedale. Mille anni di storia e decenni di eccellenze mediche sul territorio presi e gettati nel cesso (scusate il francesismo). Il resto, in questo caso, raccontatelo voi. Chi vi scrive è fin troppo parte in causa in quanto facente parte – con orgoglio – del Comitato.

P come Punto Nascite. Smantellato a fine marzo senza alcun ritegno. Alla malapolitica (mascherata da ragionieri che agiscono per il bene della collettività) non è parso vero: chiuso assieme alla Pediatria senza alcuna resistenza tranne che per quei donchisciotte del Comitato.
La beffa ulteriore ieri pomeriggio: il Punto Nascite di Bronte è salvo. Ma non era tutta una questione di numeri?

Q come Quotidiano on line. E’ quello che proviamo ad offrirvi da quasi due anni ormai con 95047.it. Bravi o pessimi, ci atteniamo al vostro giudizio di lettori: di sicuro, lo facciamo mettendoci tanto impegno e le nostre facce. E’ sempre più un mestiere difficile quello di raccontare le notizie: ci proviamo ogni giorno anche pensando ad una Paternò piena di belle cose.

R come Raccolta differenziata e Rifiuti. I numeri sulla capacità di differenziare restano bassissimi. In questo 2016 sapremo se gli sgravi legati all’isola ecologica verranno realmente applicati o meno. Nel frattempo, le bollette (della vergogna) restano esorbitanti.

S come Santa, Santa Barbara. I fatti di inizio dicembre che ci hanno scaraventato su tutti i media nazionali (e oltre) avrebbero dovuto vedere la città unita. Compatta quantomeno su un principio: quello di proteggere la propria storia e la propria tradizione. Ne è scaturita, invece, l’ennesima occasione per dividersi in guelfi e ghibellini. Nel 2016 la città avrà ancora più bisogno della sua illuminante Patrona.

T come Tombini. La città da oltre un anno è una specie di gruviera (non solo per via delle buche) a causa dei furti continui e ripetuti dei copri-tombini in ghisa o in rame. Comprendiamo la difficoltà economica e la volontà di ripristinare tutto in maniera definitiva ma attendere tutto questo tempo è un attentato alla incolumità di tutti. Pazzesco.

U come Umiltà. Da questa, e solo da questa, è possibile ripartire.

V come Voltagabbana. Facce dei partiti viste e riviste pronte a improvvisarsi sull’altare della verginità politica e a cambiare repentinamente idea in nome del “bene per la città”. Scommettiamo un euro che nel 2016 assisteremo a trasmigrazioni politiche senza ritegno?

Z come “Zitto”. In una visione distorta che alcuni governanti hanno dell’informazione, occorrerebbe tacere su fatti che invece la città ha il diritto di conoscere. Una stampa etichettata come faziosa e che viene vista come un fastidio ma che anche nel 2016 avrà il compito arduo di tenere la schiena dritta.

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