PEDOFILIA A PATERNÒ, QUATTRO UOMINI CONDANNATI ADESCAVANO I MINORENNI TRAMITE I SOCIAL NETWORK

Il Gup di Catania, Anna Maria Cristaldi, a conclusione del processo celebrato col rito abbreviato, ha condannato quattro persone accusate di avere abusato nella ‘scalinata’ della Torre Normanna di Paternò di due ragazzini, di età inferiore ai 14 anni.

Il Giudice ha inflitto 12 anni a O. P., nove anni e sei mesi ad A. M., e otto anni ciascuno a G. G. e S. O.

Uno dei condannati è lo zio di una delle vittime.

Tre di loro erano stati arrestati nell’ottobre del 2018 da carabinieri che avevano avviato le indagini dopo la denuncia della madre di un ragazzino che aveva notato l’adescamento subito dal figlio su Facebook da parte di un adulto, che in passato era stato condannato per violenza sessuale su minorenni commessa nel 1995. Militari dell’Arma, coordinati dal pool specializzato della Procura di Catania diretto dall’aggiunto Marisa Scavo, scoprirono una chat su WhatsApp, ‘gruppo di amici’, con adulti e minorenni che si scambiavano messaggi ambigui.

Gli accertamenti avevano allarmato anche i familiari del principale indagato, i quali, consapevoli del precedente penale del congiunto, hanno notato l’atteggiamento di particolare interesse che aveva manifestato nei confronti di un nipote.

Parlando con il ragazzino, sono riusciti a farsi confidare che lo zio lo aveva indotto, nei mesi precedenti, ad una pratica sessuale con un amico, che aveva anche lui meno di 14 anni.

I minorenni, accompagnati dai familiari, hanno indicato ai carabinieri i luoghi frequentati con i pedofili, partendo dalla Biblioteca comunale di Paterno’ fino alla cosiddetta ‘scalinata’, nella zona della Torre Normanna, il piazzale dove, non consenzienti, avevano subito violenza.

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