Qè, i sindacati: “Aspettiamo il saldo delle fatture”

95047.it L’intervento delle sigle sindacali:

“Oggi si è svolta una riunione in Prefettura sulla delicata e grave vertenza dei lavoratori del Call Center Qè di Paternò, richiesta dopo la protesta di qualche giorno fa dai Sindacati al Sindaco di Paternò Mauro Mangano.
Erano presenti l’Amministratore Unico di Qè dott. De Angelis, a rappresentanza dell’azienda Transcom il dott. Tedeschi responsabile nazionale risorse umane e il dott. Vivio responsabile nazionale ufficio relazioni con committenti pubblici, la ditta Di Bella proprietaria del capannone e le Segreterie Generali e le Rsu di Slc Cgil e Fistel Cisl. Ha presieduto la riunione Sua Eccellenza il Prefetto di Catania Dott.ssa Federico.
Qè ha evidenziato che l’indebitamento economico di circa 6,5 milioni di euro ha messo in ginocchio tutta la struttura aziendale e che questa esposizione debitoria non permette piani di sviluppo o eventuali acquisizione di commesse che potrebbero fare aumentare la produttività aziendale. Inoltre si sono resi disponibili ritrovare soluzioni anche di affitto di azienda per evitare ulteriori collassi ed a pagare le mensilità arretrate dei lavoratori al momento in cui venivano saldate le fatture da parte delle committenti.

Transcom come segnale di responsabilità sociale ieri ha provveduto al pagamento della metà della fattura e con le garanzie istituzionali provvederà al saldo in tempi brevissimi.
La Ditta Di Bella, che vantava un credito nei confronti dell’azienda Qè, ha ufficializzato la rinuncia a tale credito e alle ingiunzioni per agevolare eventuali acquisizioni o affitto di aziende da parte di imprenditori locali o competitor del settore capaci di risollevare una situazione difficile e permettere la continuità aziendale.
Le Segreterie di Slc Cgil e Fistel Cisl e le Rsu hanno dichiarato come questo periodo di latitanza aziendale abbiamo fatto degradare non solo i rapporti sindacali ma soprattutto una situazione che presa in tempo poteva essere gestita in maniera meno traumatica, altresì hanno evidenziato come le lavoratrici e i lavoratori siano risorse con un grande know how e grande responsabilità, come d’altronde confermato dalle stesse Transcom ed Enel, ed attualmente siano le uniche vittime di una gestione aziendale scadente ed inadeguata.

Il Prefetto Federico ha esposto al tavolo che Enel confermava la disponibilità a continuare ad erogare lavoro presso Qè e sino ad oggi ha effettuato tutti i pagamenti. Inoltre ha evidenziato che l’unica strada da seguire fosse quella del l’affitto di Azienda, da parte di imprenditori capaci e seri, al fine di permettere la garanzia del perimetro occupazionale, la continuità professionale e del servizio e soprattutto che si evitassero atti sciacallaggio nei confronti dei lavoratori. Inoltre Sua Eccellenza ha evidenziato che qualunque cosa succedesse la sede istituzionale dove evitare controversie e/o trovare eventuali accordi con aziende e sindacato istituzionalmente fosse la sede della Prefettura. Dichiarano le Segreterie provinciale e le Rsu di Slc Cgil e Fistel Cisl di Catania “Ringraziamo per la convocazione e per il grande lavoro svolto Sua Eccellenza il Prefetto di Catania, che ha sin da subito chiarito sia la strada da perseguire sia il ruolo di controllo e mediazione della Prefettura, inoltre ringraziamo il Sindaco di Paternò Mauro Mangano per aver condiviso con il sindacato i percorsi sia di lotta ma soprattutto di ricomposizione di una vertenza che fino a ieri sembrava senza sbocco. Apprezziamo che finalmente l’azienda Qè abbia reso trasparenti non solo un debito enorme ma soprattutto che non hanno più le condizioni di poter portare avanti piani aziendali neanche di minimo mi respiro. Adesso bisogna aspettare il saldo delle fatture delle committenti entro la prossima settimana per pagare le spettanze dei lavoratori e attuare un tavolo tecnico presso le istituzioni per ricercare aziende del territorio serie che potrebbero essere interessate ad un eventuale affitto di attività. Questo primo passo sembra andare nella direzione giusta per salvaguardare il perimetro occupazionale ed il lavoro nel nostro territorio. Non possiamo permettere un ulteriore saccheggio sia sociale che economica in una terra martoriata dal malaffare”.

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