Rau: “C’è chi si vende per un piatto di pasta, meglio andarcene a casa”

Rau: “C’è chi si vende per un piatto di pasta, meglio andarcene a casa”

95047.it La scheda:

Nome: VITO RAU
Età: 41 anni il prossimo18 febbraio
Stato civile: Sposato
Lavoro: Impiegato
Esperienza consiliare: Terza consiliatura
Partito: Eletto tra le fila del Mpa, è un Autonomista

Consigliere Rau, che aria si respira in consiglio?
E’ un’aria pesante. Assolutamente pesante anche perché ormai in consiglio non si riesce più a definire quale sia la maggioranza, qual sia l’opposione e quali siano la falsa maggioranza e la falsa opposizione.

E allora proviamo a capirlo.
Certamente i 12 consiglieri comunali che firmano la mozione di sfiducia non possono non appartenere alla vera opposizione visto che, comunque, mettono a disposizione della città la loro poltrona di consigliere. Gli altri, credo che – sia la città che i cittadini – abbiano capito chi sono e a chi appartengono. Non spetta a me giudicare.

Stasera, intanto, c’è la mozione di sfiducia al sindaco di cui Lei è primo firmatario. E’ consapevole che non passerà, vero? Del resto, non avete i numeri.
Io ne sono consapevole. Ma da consigliere comunale non posso esimermi dal presentare una mozione dei sfiducia chiesta da tempo dalla città: in consiglio avevamo i numeri per chiederla e non potevamo non presentarla. Veda, ci sono tanti consiglieri comunali che con ipocrisia girano per strada criticando il sindaco ma, poi, in consiglio si piegano e votano supini delibere impopolari, come l’aumento delle tasse, senza fiatare. Tutto in cambio del piccolo favore, del piatto di pasta. Ed è questa la politica meschina che non appartiene al nostro modo di intendere le cose. Meglio andarcene a casa: votiamo la sfiducia e andiamocene a a casa.

Quelle che fa sono accuse molto pesanti.
Lei mi ha chiesto che aria si respira in consiglio comunale: e io Le rispondo che questa è l’aria che si respira. Abbiamo provato a dialogare: ma quella che era la maggioranza non ha voluto sapere ragione andando avanti per la sua strada. Oggi, pezzi di quella maggioranza condividono un progetto alternativo a questo sindaco, aperto alle associazioni ed alla società civile.

Ma mi dica una cosa, visto che insistite, Le chiedo: possibile che sia tutta colpa del sindaco?
Noi riteniamo che la colpa sia assolutamente del primo cittadino. E’ lui a capo della città e dell’amministrazione. Non ha saputo scegliere da chi farsi coadiuvare nell’amministrazione della città per cui è è indubbio che sia lui il primo responsabile. E dire che all’inizio avevamo proposto e portato avanti diverse aperture ma quando non viene garantita nemmeno l’ordinaria amministrazione crediamo allora che la città abbia sbagliato a scegliere questo sindaco. Oggi la città è pentita e ci chiede continuamente di mandare a casa questa amministrazione.

Ammettiamo pure che si votasse domani mattina: voi sareste pronti o organizzati a presentare una alternativa?
L’alternativa la esprimerebbe la città: la società civile e le associazioni che hanno dimostrato con il loro impegno di volere bene a questa città, amandola. Non vogliamo essere noi l’alternativa: vogliamo lavorare per costruirla.

E mi dica: i partiti che ruolo hanno in tutto questo?
La politica ed i partiti hanno un ruolo molto relativo. Prova ne è che i 12 consiglieri d’opposizione provengono da esperienze ideologicamente diverse ma che mettendo da parte le casacche hanno dimostrato che tengono al bene della città.

Ultimamente avete parlato in continuazione dell’aumento dell’addizionale: sembra quasi una ossessione.
Guardi, noi riteniamo che il consiglio non sia più il luogo idoneo dove parlare alla città. Non ci interessa fare populismo: scenderemo nelle piazze e incontreremo la gente. Dialogheremo il più possibile per trovare assieme alla città persone pronte a governare. Non sarà la politica a decidere questa volta: ma saremo noi a indicare alla politica le persone giuste. Nel loro curriculum dovrà esservi l’elemento più importante di tutti: “il bene della città e l’amore nel governarla”. L’unico verbo da utilizzare dev’essere il “fare”. Abbiamo bisogno di chi faccia il sindaco a tempo pieno e che non sia distratto da altre faccende. Un snidaco che voglia lavorare giorno e notte per capire come amministrare una comunità di 50 mila abitanti.

Sia onesto: almeno una cosa positiva di questa amministrazione deve pur intravederla.
Purtroppo, no. O, forse, l’istituzione della Casa del Cantastorie: ma anche lì, oggi, è tutto da verificare.

Provi a dare Lei due o tre suggerimenti: tre cose da fare subito per rilanciare la città.
Primo: dialogare con tutto il consiglio comunale evitando di snobbarlo e evitando l’odio personale nei confronti del presidente.

Addirittura odio?
Da quello che noi intuiamo, sì. E questo succede perché la presidente ha preso le distanze da questa amministrazione.

E perché la presidente non si dimette?
Perché la presidente è stata eletta da tutto il consiglio ed, ad oggi, si è dimostrata garante di tutti i consiglieri. Se poi, vogliono le dimissioni della presidente perché noi chiediamo quella del sindaco, allora questo è un altro discorso abbastanza ridicolo.

Torniamo ai suggerimenti: primo il dialogo, e poi?
Secondo, una giunta di salute pubblica costituita da tecnici capaci. Terzo, affrontare le tematiche importanti che non sono i vantaggi economici a questo o a quell’amico, bensì sviluppo economico, Prg, sicurezza nelle scuole, sistemazione delle strade: partire dall’ordinario per arrivare allo straordinario. E, poi, resettare tutte le Unità Operative.

Però non ci sono soldi.
Le dico che non c’è stato alcun tentativo di cercare Fondi regionali o europei. L’esempio è quello sulle scuole: questa amministrazione vive della rendita lasciata dalla precedente che, a sua volta, già barcollava. E se non si riescono a spendere i fondi lasciati dalla passata amministrazione come possiamo immaginare che quella attuale ne possa reperire di nuovi?

3 Commenti

  • Nell’amministrazione delle Citta’ il ruolo del Consiglio Comunale si e’ ridotto, negli anni, a pochi compiti, restando alla competenza del Sindaco e della Giunta le funzioni amministrative e ai burocrati le funzioni esecutive.Al Consiglio Comunale, quale “Organo Collegiale”, e’ rimasto solo l’esercizio degli atti di indirizzo e quelli di controllo.Compiti molto limitati per la quantita’ di atti da trattare ma, che, se fossero di alta qualita’ e livello, potrebbero segnare veramente la strada maestra per un profondo cambiamento della Citta’.Non risulta che l’Organo Consiliare abbia brillato in questa direzione.Si capisce , quindi, il grande stato di frustrazione di chi, investito dei compiti sopra descritti dal suffragio popolare, non riesce ad essere adempiente nei confronti del suo ruolo ed, al fine di fuggire le sue responsabilita’, spera vestire altro ruolo (amministrativo e/o esecutivo) evocando improbabili giunte di salute pubblica.(Un consiglio:la salute pubblica e’ gia’ messa male per suo conto, statecene lontani).

  • A ragione il consigliere RAU vendersi per un piatto di pasta è assurdo, bisogna vendersi per qualcosa di sostanzioso magari per un bel pò di lavoro verso le varie USL. e come diceva il grande Antonio de Curtis in arte TOTO” ma mi faccia il piacere.

  • Carissimo cons. RAU leggendo questa sua intervista mi viene da ridere perché non riesco a capire come mai Lei e gli altri 11cons.comunali ,che avete firmato la mozione di sfiducia sapendo che non può passare ,perché non date un bel segnale alla città di dimettervi tutti in primis il Presidente del Cons.Com? Io spero che la Magistratura faccia luce su come vengono elargiti i gettoni di presenza ,diventato ormai uno “stipendifio”,come sta accadendo ad Agrigento e Siracusa ,solo così P O T E T E A N D A R E A C A S A altrimenti neanche con le bombe vi possono togliere la poltrona vero carissimo cons. RAU lei queste cose le sa.

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