SEQUESTRATO PESCE NON IDONEO AL CONSUMO UMANO IN UN RISTORANTE A BELPASSO

I militari della Capitaneria di porto – Guardia Costiera etnea, in questi ultimi giorni, hanno riscontrato irregolarità sulla tenuta e soprattutto sulla “tracciabilità” del pescato, in un noto ristorante di cucina orientale nel comune di Belpasso. Al titolare dell’esercizio commerciale sono state elevate 1.500 euro di sanzioni amministrative e sequestrati circa 180 chili di pescato, che successivamente a cura del personale sanitario intervenuto, è stato dichiarato non idoneo al consumo umano e, quindi, distrutto, evitando così che del pescato di dubbia provenienza finisse sulla tavola della clientela. Inoltre, durante le verifiche effettuate agli autotrasportatori di prodotti ittici, nei “posti di controllo” lungo le strade della provincia catanese, è stato intercettato un carico di circa 50 chili di novellame di merluzzo. Il conducente, per illecito trasporto di novellame, è stato sanzionato con 4 mila euro di verbale amministrativo, mentre il pesce, dichiarato commestibile dai veterinari dell’Asp è stato donato in beneficenza per il sostentamento delle mense sociali a favore dei meno abbienti. Il Contrammiraglio Giancarlo Russo, Direttore Marittimo della Sicilia Orientale e Comandante della Capitaneria di porto di Catania, ha dichiarato che, a garanzia dello sviluppo sostenibile del settore della pesca marittima, nel costante obiettivo di perseguire il rispetto delle norme e la leale concorrenza di tutti gli operatori sul mercato degli “stock ittici”, il Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera – continua incessantemente, su tutto il territorio nazionale, la sua azione con notevole impegno operativo e amministrativo nella qualità di organo istituzionalmente deputato alla “vigilanza” e “controllo” delle molteplici attività connesse al comparto pesca, nell’ambito delle vigenti normative della Comunità Europea. Per questo, gli “addetti ai lavori” del settore ittico sono tenuti a fornire agli organi di “controllo” e “vigilanza”, in ogni fase della “filiera” della pesca (dalla cattura alla tavola del consumatore), la “tracciabilità del pescato, contribuendo a sostenere il prodotto locale, pescato legalmente nel mediterraneo, nell’ambito della più ampia eccezione della salvaguardia del c.d. “made in Italy” e del “pescato mediterraneo” apprezzati da tutta la comunità. In questo scenario, la Capitaneria di porto – Guardia Costiera di Catania prosegue instancabilmente i controlli nei ristoranti e nelle pescherie della città e della provincia etnea.

 

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