SIRACUSA: Catanesi e rumeni gli autori delle “spaccate” – LE FOTO

Nella mattinata odierna, su delega della procura della Repubblica di Siracusa, il comando provinciale dei Carabinieri di Siracusa ha dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa il 22 marzo scorso dal Gip del tribunale di Siracusa, su richiesta del procuratore aggiunto Fabio Scavone e del sostituto procuratore Salvatore Grillo, nei confronti di 13 persone facenti parte di un sodalizio criminale operante a Siracusa, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al furto aggravato e alla rapina.

La complessa attività investigativa, affidata alla “nostra punta di diamante” ha affermato dichiarato il comandante provinciale colonnello Luigi Grasso, “delegando il reparto investigativo”, è stata svolta avvalendosi sia di metodi tradizionali che di supporti tecnici, ha svelato l’esistenza di due organizzazioni criminali, con base a Catania, da tempo operanti tra le province di Siracusa, Ragusa, Catania, Enna e Messina, che tra il 2016 e il 2017 hanno commesso oltre 40 furti col metodo della spaccata nei confronti di altrettanti esercizi commerciali, tra tabaccherie, negozi di abbigliamento, profumerie e concessionarie di auto.

Le indagini, condotte dal Nucleo Investigativo del comando provinciale dei Carabinieri di Siracusa, sono partite nel settembre 2015 dopo a seguito di una serie di spaccate avvenute nei centri abitati di tutta l’aria orientale della Sicilia, con una sequela di episodi talmente serrata da impegnare i militari in continui interventi e a sviluppare altrettante attività investigative. In particolare dopo un furto con spaccata a Priolo, finito in rapina, venne ritrovato un cellulare dalla cui analisi venne alla luce il sodalizio criminale che ha portato a una complessa indagine basata sull’intercettazione di 55 utenze telefoniche e una ambientale e l’analisi di 20 celle telefoniche.

L’attività investigativa ha permesso di individuare 2 gruppi criminali: il primo composto da 9 cittadini di nazionalità italiana, il secondo da 4 cittadini rumeni, tutti pregiudicati e tutti residenti o domiciliati a Catania, quali responsabili di ben 42 episodi (22 a carico del gruppo catanese e 20 di quello composto da romeni) di cui 25 verificatisi nei comuni della provincia eretusea, tanto da diventare per il territorio, un vero e proprio “Tormento” da cui il nome dell’operazione. “Il territorio di Siracusa era invaso da questi due gruppi criminali concorrenti, che agivano su aree diverse, e non hanno mai collaborato tra loro” ha spiegato il comandante del Nucleo Investigativo del comando provinciale di Siracusa Enzo Alfano.

In particolare, i due gruppi, si muovevano con modalità simili, sottraendo le auto, che venivano poi utilizzate come arieti per sfondare gli infissi degli esercizi commerciali, a privati cittadini o ad autosaloni, attraverso l’utilizzo di centraline elettroniche che consentivano di mettere in moto i veicoli anche senza chiavi, per poi portarsi negli obiettivi in cui perpetrare i furti dove, le stesse auto, in svariate occasioni, venivano abbandonate a conclusione della razzia compiuta all’interno delle attività prese di mira e per fuggire ne venivano utilizzate delle altre, anche esse rubate prima del colpo.

I malviventi agivano usando guanti e passamontagna, rendendo più difficile risalure alla loro identità, e con tale determinazione ed efferatezza da rivelarsi particolarmente pericolosi per chiunque avesse tentato di farli desistere. Infatti, in almeno due occasioni, in un caso sorpresi dal proprietario di un esercizio commerciale che stava per essere derubato e in un secondo da una guardia giurata, non hanno esitato a usare violenza e minacciare gli intervenuti per portare a termine il furto, costringendo i poveri derubati ad assistere inermi alla conclusione della rapina a loro danno. In un ulteriore episodio, rintracciati da una pattuglia, per sfuggire all’inseguimento, imboccavano l’autostrada Siracusa-Catania (nel caso di Priolo che ha dato il via alle indagini) nel senso opposto di marcia per poi abbandonare il veicolo con la refurtiva ancora a bordo, ribaltatosi in prossimità di un cavalcavia a causa della forte velocità, per poi gettarsi a piedi da un dirupo. Nel corso dell’attività di indagine sviluppata dal Nucleo Investigativo di Siracusa, durata oltre un anno, i militari, che hanno lavorato suddivisi in tre gruppi di cui uno dedicato esclusivamente alla verifica cella per cella e tabulato per tabulato al fine di ricostruire il tragitto dei malviventi, hanno rinvenuto e sequestrato 10 auto oggetto di furto, utilizzate come arieti per sfondare i serramenti a protezione delle attività commerciali, altrettante centraline elettroniche utilizzate per il furto dei vicoli impiegati per la fuga e circa 300 chili di tabacchi sottratti nel corso di uno degli episodi su cui sono state svolte le indagini.

Il gruppo di rumeni era più concentrato sulle aree rurali, mentre i catanesi agivano in zone più centrali ed erano ben strutturati con basista, palo, organizzatore, ricettatore e vedette all’ingresso della città che avvisavano dell’eventuale arrivo di forze dell’ordine.

Sono 21 in tutto i provvedimenti applicativo della custodia cautelare in carcere di quali 13 sono stati eseguiti questa mattina a carico dei romeni Iulian Moise, 38 anni; Florin Stoian, 27; Costel Balan, 26; Ilie Alexsandru Corodeanu, 25; e dei catanesi Graziano Crisafulli, 27; Salvatore Maugeri, 22; Filippo Beninato, 28; Salvatore Fazio, 28; Nunzio Davide Scrivano, 32; Alessio Pavone, 26; Fabrizio Drago, 36; Andrea Alonzo, 26; Omar Naassibi, 21.

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