Traffico di reperti archeologici sull’asse Gela-Caserta passando per Paternò

95047.it Un traffico illecito di materiale archeologico sull’asse Gela-Paternò-Caserta è stato scoperto dalla Guardia di finanza che ha sottoposto a indagine 27 persone, nell’ambito di una operazione denominata “Agorà”.
Per 12 indagati è scattato l’ordine di custodia cautelare (sei in carcere, sei ai “domiciliari”), emesso dal gip del tribunale di Gela, Veronica Vaccaro, su richiesta del procuratore della Repubblica, Lucia Lotti. Nei loro confronti una serie di accusa tra cui il traffico di reperti archeologici e l’associazione per delinquere. Tra il materiale sequestrato figurano oltre 400 monete, risalenti a un periodo compreso tra il V e il II sec.
a.C., varie apparecchiature utilizzate per le ricerche clandestine, tra cui un metal detector. Le indagini hanno permesso di accertare l’attività illecita in diverse aree archeologiche (Gela, Kamarina e altre) e la successiva commercializzazione degli oggetti nel mercato clandestino sull’asse Gela-Vittoria-Paternò fino al Casertano.

GLI ARRESTATI. Le porte del carcere si sono schiude per Simone Di Simone, 44 anni, Orazio Pellegrino, Salvatore Cassisi inteso “Turi banditi” di 59 anni, Pasquale Messina, Amedeo Tribuzio e Roberto Ricciardi. Ai domiciliari sono finiti: Ionita Mihaela, 30 anni; Vincenzo Cassisi, 30 anni; Nicola Santo Martines, 28; Giuseppe Rapisarda di 48 anni; Alessandro Lucidi di 51 anni e Sergio Fontanarosa.

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