Tuteliamo il nostro patrimonio artistico: quel busto del Bellia da recuperare

Tuteliamo il nostro patrimonio artistico: quel busto del Bellia da recuperare

95047.it Michele Cannavò è l’impareggiabile scultore nato nel 1864 a Paternò dove morì nel 1941. La mano “de dios” dell’arte paternese dello scorso secolo (e perdonate il gergo calcistico di “maradoniana” concezione). Ma di Michele Cannavò ci ritrovavamo a parlare anche in relazione alle vicende dell’Ipab paternese passato agli altari della cronaca, purtroppo, per l’indecente questione legata al mancato pagamento degli stipendi dei lavoratori: abbiamo perso ormai il numero dei mesi che, certamente, sono più di trenta. Quelli ai quali sono stati relegati i lavoratori che quotidianamente con sacrificio, dedizione e passione sono al servizio della struttura.

Ebbene, che ci azzeccano le due cose? Le due storie si intrecciano in modo clamoroso quasi a volere gettare un piccolo germoglio di speranza sulla sventurata terra che ospita l’Ipab. Nel cortile che si trova all’interno si trova il busto del benefattore Salvatore Bellia al quale è intitolata la struttura: un bassorilievo scolpito dallo stesso Cannavò e che, ora, verrà ristrutturato grazie al “regalo” fatto alla città dal Liceo artistico e dall’artista paternese Pier Manuel Cartalemi che, assieme ad una decina di studenti, riqualificherà il busto che non versa in ottimo stato: e, del resto, l’opera realizzata in marmo di Carrara risale al 1884.

La si può intendere come una notizia in mezzo a tante altre. Ma liquidarla velocemente sarebbe sciocco e banale. Tornare a parlare in positivo di un fatto legato all’Ipab non ridà certo gli stipendi arretrati ai lavoratori. Ma parlare della struttura anche per un contesto positivo può tornare utile per rinvigorire il fuoco che si trova sotto la cenere.

Dall’input del sempre attento a quelli che non sono solo i dettagli della storia paternese, Iano Garifoli, è partita una unità di intenti che permetterà già entro il mese di giugno di completare l’opera di riqualificazione. Non si è perso tempo e, nemmeno due giorni fa, ci si è messi attorno a un tavolo per sancire l’avvio del recupero. Con l’impegno del Liceo artistico “Emilio Greco” con il preside Antonio Alessandro Massimino, dell’Ipab con Alfredo Corsaro, del Gdvs con Agata Vittorio, del Lions Club con Salvatore Bordonaro, del Lions Club con Giacomo Torrisi, oltre all’amministrazione comunale rappresentata dal sindaco Mauro Mangano, si è arrivati al dunque.

Tutto il resto appartiene alla necessità di riscatto di un luogo che da sempre è simbolo di aiuto nei confronti di chi soffre. Il recupero del busto che immortala Salvatore Bellia serve anche a rilanciare un concetto: quella struttura va salvata. Nella bellezza dell’arte e del rispetto del lavoro. A Pier Manuel Cartalemi e agli allievi del Liceo artistico il compito di dimostrare che non è la sopravvivenza al minimo sindacale quella della quale ha bisogno la cultura della città. E men che meno i lavoratori dell’Ipab.