Una incompiuta è per sempre

95047.it Torniamo ad occuparcene, a scadenze di tempo ben precise, solo per affermare un concetto: la ferita legata a strutture che avrebbero dovuto essere fiore all’occhiello della città e che invece si sono trasformate in simbolo dello sperpero di denaro pubblico, non va dimenticato.
 Ve ne parliamo da sempre. Il Velodromo Salinelle (o, meglio, quello che ne resta), l’ex cine-teatro Santa Barbara, la struttura di San Francesco alla Collina, il Com: quattro storie che sono il simbolo di ciò che costituisce il significato stesso della parola incompiuta.

 E se in tempi di vacche grasse le strutture in questione sono state lasciate libere di essere aggredite dallo sfacelo, non è difficile immaginare che le possibilità di intervento (finanziario) in questo preciso periodo storico siano pressoché vicine allo zero. Un contesto nel quale, però, non si è certo fatto di tutto per evitare il tracollo.

Come nel caso di San Francesco alla Collina. Struttura il cui recupero si è fermato in dirittura d’arrivo: mai consegnata e lasciata che venisse inzuppata d’acqua piovana ed in preda ai balordi ladri di rame (portate via persino le grondaie). Ad oggi, è imprevedibile ipotizzarne il destino.
C’è, poi, il Com: sul simbolo del ricettacolo della devastazione e che vi raccontiamo a più riprese, occorrono altri commenti?
Stesso discorso per quell’obbrobrio chiamato Velodromo Salinelle, recentemente passato agli “altari” della cronaca anche per la querelle per l’affidamento indetto dal Comune del solo campo di calcio (la storia ve l’abbiamo raccontata a più riprese).
Infine, l’ex teatro di via Monastero intitolato alla Santa Patrona e lasciato lì a marcire e per il cui completamento servirebbero ancora centinaia di migliaia di euro.

Non un bel tour. Non un bello spettacolo da raccontare. Storie di ordinaria disamministrazione che partono (come nel caso del Velodromo) da molto lontano ed arrivano fino ai giorni nostri. Ma, in fondo, nel profondo sud una incompiuta è per sempre.

1 Comments

  1. Degradi dettati anche da scelte infelici degli anni passati:
    1) acquistare da privati il Cinema Santa Barbara per farne cosa? sapendo che la struttura necessitava di interventi cospicui e che doveva essere rifatto per intero, era ovvio che si sarebbero dovuti impegnare molti fondi non facilmente reperibili;
    2) ristrutturazione dell’ex convento san Francesco alla collina: spendere soldi pubblici inseguendo un finanziamento che si sapeva non essere sufficiente. Edificata una struttura “inutile” in quanto non usufruibile facilmente (e lo si sapeva), sarebbe bastato mettere in sicurezza ciò che esisteva (la quinta del convento storico), creare servizi a ridosso dell’ex chiesa e ripristinare il parco al centro. Il finanziamento sarebbe stato probabilmente sufficiente e l’opera si sarebbe utilizzata immediatamente;
    3) COM: gestione scellerata sia da parte del comune sia, per certi versi, da parte della Regione; siamo in Sicilia forse in altra regione del Nord l’ente finanziatore avrebbe chiesto i danni al comune per non aver saputo proteggere ed utilizzare un’opera pubblica, unica del suo genere per la tipologia della struttura nell’hinterland catanese, che è costata oltre €1.200.000,00;
    4) Velodromo Salinelle: no comment. Sic!

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