Misterbianco, lanciò la figlia dal balcone: assolta perché incapace di intendere e volere
La Corte d’Assise di Catania ha riconosciuto il vizio totale di mente della 41enne. Disposti tre anni di libertà vigilata in comunità terapeutica.
È stata assolta per vizio totale di mente Annamaria Geraci, la donna di 41 anni accusata dell'omicidio della figlia Maria Rosa, di appena sette mesi, avvenuto il 30 aprile 2025 a Misterbianco.
Come riportato da LaSicilia.it, la Corte d’Assise di Catania ha stabilito che la donna, al momento dei fatti, era totalmente incapace di intendere e di volere a causa di una grave infermità mentale, accertata attraverso una perizia psichiatrica disposta durante il processo.
La tragedia si era consumata all'interno di una palazzina di via Marchese. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la 41enne aveva raggiunto i piani superiori dell'edificio con la bambina in braccio. Il figlio maggiore avrebbe tentato di fermarla, senza riuscire a impedire che la piccola venisse lanciata dal balcone.
All'arrivo dei soccorritori del 118, per la neonata non c'era più nulla da fare.
Le condizioni psichiatriche della donna erano già note ai servizi sociosanitari. Nei mesi precedenti alla tragedia erano state predisposte misure di assistenza e vigilanza familiare, a seguito dell'aggravarsi dei problemi di salute mentale dopo il parto.
Durante il processo, la perizia specialistica ha accertato la totale incapacità di intendere e di volere al momento del fatto. Anche la Procura della Repubblica di Catania e il difensore, l'avvocato Alfio Grasso, avevano chiesto il proscioglimento.
La Corte ha quindi pronunciato una sentenza di assoluzione per difetto di imputabilità, disponendo contestualmente la misura di sicurezza della libertà vigilata per tre anni, con obbligo di permanenza in una comunità terapeutica individuata dal Dipartimento di Salute Mentale.
La decisione non mette in discussione la ricostruzione della tragedia, ma stabilisce che la donna non può essere ritenuta penalmente responsabile a causa dell'infermità mentale accertata al momento dei fatti.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 60 giorni.
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