Truffe, doppio allarme: attenzione a email e richieste di pagamento
Due modalità differenti ma con lo stesso obiettivo: convincere gli utenti a fornire informazioni sensibili o ad autorizzare pagamenti. Ecco i segnali da non sottovalutare.
Nuovo allarme truffe per chi utilizza email, smartphone e applicazioni di pagamento. In queste ore vengono segnalati due differenti sistemi utilizzati dai malintenzionati: false email che sfruttano il nome del Ministero della Salute e richieste di denaro improvvise attraverso BANCOMAT Pay o applicazioni simili.
Due meccanismi diversi che fanno leva soprattutto sulla distrazione degli utenti: nel primo caso viene prospettato un presunto rimborso, nel secondo si cerca invece di indurre la vittima ad autorizzare un pagamento.
False email del Ministero della Salute: «Hai diritto a un rimborso»
Il primo allarme riguarda alcune email fraudolente che utilizzano indebitamente il nome del Ministero della Salute.
I messaggi possono avere come oggetto frasi come “Hai diritto a un rimborso” e presentare un falso riepilogo relativo a un presunto pagamento sanitario da restituire al destinatario.
Il Ministero della Salute ha chiarito che non si tratta di comunicazioni ufficiali e che non invia email di questo tipo per erogare rimborsi.
La raccomandazione è quindi di non cliccare sui link presenti nei messaggi, non fornire dati personali o bancari e cancellare la comunicazione sospetta. Per qualsiasi verifica è opportuno utilizzare esclusivamente i canali ufficiali del Ministero, della propria Regione o dell'azienda sanitaria competente.
Attenzione alle richieste di pagamento sulle app
Il secondo tentativo di truffa sfrutta invece BANCOMAT Pay e altre applicazioni che consentono di inviare o richiedere denaro attraverso il numero di telefono.
Il meccanismo può essere particolarmente insidioso perché sullo smartphone compare una vera e propria richiesta di pagamento. I truffatori possono inviare queste richieste a numerosi utenti sperando che qualcuno, per fretta o distrazione, prema sul pulsante di conferma senza verificare chi stia chiedendo il denaro.
In questi casi è fondamentale controllare attentamente il mittente, l'importo e la causale prima di autorizzare qualsiasi operazione.
Cosa fare se arriva una richiesta sospetta
Non bisogna lasciarsi condizionare da messaggi che trasmettono urgenza o invitano ad agire immediatamente. Se non si riconosce chi sta richiedendo il pagamento, la soluzione più prudente è rifiutare l'operazione e contattare direttamente la propria banca attraverso i canali ufficiali.
Lo stesso principio vale per email e messaggi che promettono rimborsi inattesi: prima di inserire credenziali, dati bancari o altre informazioni personali è necessario verificare direttamente con l'ente che apparentemente ha inviato la comunicazione.
In presenza di movimenti sospetti o di un possibile tentativo di frode è inoltre possibile rivolgersi alla propria banca e utilizzare i canali ufficiali della Polizia Postale per effettuare una segnalazione.
L'attenzione resta quindi la prima forma di difesa: un rimborso inatteso o una richiesta improvvisa di denaro devono sempre essere verificati prima di cliccare, inserire dati o autorizzare un pagamento.
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