Caccia in Sicilia, la replica di Libera Caccia all’articolo di 95047: «La caccia non è una vergogna»
Caccia in Sicilia, la replica di Libera Caccia all’articolo di 95047: «La caccia non è una vergogna»
In riferimento all’articolo pubblicato da 95047.it sull’appello di Fair Justice League per mantenere lo stop alla caccia in Sicilia e andare verso la sua abolizione, è arrivata la risposta dell’Associazione Nazionale Libera Caccia Sicilia.
Di seguito pubblichiamo integralmente la nota ricevuta dall’associazione.
LA CACCIA NON È UNA VERGOGNA. VERGOGNA È INSULTARE CHI LA PRATICA
L’Associazione Nazionale Libera Caccia ritiene doveroso rispondere alle affermazioni contenute nell’articolo di 95047.
Si può essere favorevoli o contrari alla caccia, ma non è accettabile trasformare una legittima opinione in una campagna di denigrazione contro migliaia di cittadini che esercitano un’attività regolamentata dalla legge.
Una fotografia di un cacciatore con la selvaggina abbattuta può suscitare emozioni diverse, ma non può diventare il pretesto per descrivere tutti i cacciatori come persone prive di rispetto per la natura o per la vita.
La realtà è molto più complessa.
La gestione della fauna selvatica richiede conoscenza del territorio, monitoraggi, equilibrio degli ecosistemi e responsabilità. Quando determinate specie raggiungono densità incompatibili con l’agricoltura e con gli equilibri ambientali, il problema non scompare semplicemente dichiarando di voler “fermare la caccia”.
E chi vive quotidianamente campagne e territori rurali lo sa bene.
Per questo respingiamo anche l’idea che i cacciatori siano persone che si sentono “padroni” della natura. Il cacciatore che rispetta le regole conosce il territorio, ne vive le stagioni e contribuisce, attraverso l’attività venatoria regolamentata, alla gestione della fauna.
La caccia si può discutere. La caccia si può criticare. Ma i cacciatori non devono essere demonizzati.
Ancora più grave è il linguaggio utilizzato da alcuni commentatori, con insulti, auguri di sofferenza e minacce personali. Questo non è amore per gli animali e non è rispetto per la vita: è semplicemente intolleranza verso chi la pensa diversamente.
ANLC continuerà a difendere il diritto dei cacciatori a praticare la propria passione nel rispetto delle leggi e continuerà a chiedere che le decisioni sulla fauna selvatica siano assunte sulla base di dati, scienza e reale conoscenza del territorio, non sull’onda dell’emotività.
La nostra risposta all’odio è il rispetto.
La nostra risposta alle ideologie è la concretezza.
La nostra risposta a chi vuole cancellare la caccia è: noi ci siamo e continueremo a difendere i cacciatori.
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