ETNA, FONTANE DI LAVA E TREMORI ANCORA ALTI: IL FLUSSO RAGGIUNGE QUOTA 2250 METRI – ECCO L’ULTIMO BOLLETTINO INGV

L’Etna prosegue con la sua intensa attività vulcanica. Secondo le ultime rilevazioni dell’INGV-Osservatorio Etneo, nelle ultime ore sono state confermate emissioni laviche e fenomeni stromboliani dal...

A cura di Redazione Redazione
23 agosto 2025 21:44
ETNA, FONTANE DI LAVA E TREMORI ANCORA ALTI: IL FLUSSO RAGGIUNGE QUOTA 2250 METRI – ECCO L’ULTIMO BOLLETTINO INGV -
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L’Etna prosegue con la sua intensa attività vulcanica. Secondo le ultime rilevazioni dell’INGV-Osservatorio Etneo, nelle ultime ore sono state confermate emissioni laviche e fenomeni stromboliani dal Cratere di Sud-Est, accompagnati da tremore sismico su valori ancora elevati.

Le osservazioni effettuate sia in campo sia tramite la rete di videosorveglianza mostrano due principali aree effusive:

  • una bocca a quota 2980 metri, che alimenta un flusso lavico diretto verso sud-ovest con fronte attestato intorno a 2250 metri;
  • una seconda area sul fianco meridionale del Cratere di Sud-Est, con bocche attive a circa 3200 e 3100 metri, i cui fronti si attestano intorno ai 3000 metri.

Prosegue inoltre l’attività stromboliana, con esplosioni che lanciano materiale piroclastico oltre l’orlo craterico.

Dal punto di vista sismico, l’ampiezza media del tremore ha registrato un ulteriore incremento nella serata di ieri, per poi mostrare un moderato calo a partire dalle 02:40 UTC di oggi. Attualmente i valori restano stabili, seppur su livelli alti, con oscillazioni deboli.

Sul fronte dell’attività infrasonica, i forti venti in quota condizionano parzialmente il monitoraggio, ma le analisi indicano comunque una sostenuta attività con eventi localizzati nell’area del Cratere di Sud-Est.

Per quanto riguarda la deformazione del suolo, non si rilevano variazioni significative dalle reti GNSS e clinometrica. La stazione dilatometrica DRUV continua a mostrare una lenta decompressione, accumulando circa -25 nanostrain dall’inizio dell’attività effusiva in corso.

Di seguito il comunicato integrale dell’INGV-Osservatorio Etneo:

Comunicato INGV – Osservatorio Etneo

L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che, dalle osservazioni vulcanologiche effettuate dal personale INGV presente in area sommitale e dall'analisi delle immagini acquisite dalla rete di videosorveglianza, prosegue l'attività effusiva alla bocca posta a 2980 m s.l.m., la quale alimenta un campo lavico in direzione sud-ovest, il cui fronte più avanzato si attesta intorno a 2250 m s.l.m. Prosegue inoltre l'attività effusiva alla bocca situata a circa 3200 m s.l.m., sul fianco meridionale del Cratere di Sud-Est, e a quella posta a 3100 m s.l.m, i cui fronti si attestano intorno ai 3000 m s.l.m. Continua anche l'attività stromboliana al Cratere di Sud-Est, con lanci di prodotti piroclastici che ricadono oltre l'orlo craterico.
Dall'ultimo aggiornamento di ieri 22 agosto, l'ampiezza media del tremore sismico si è mantenuta su valori elevati. Dopo un ulteriore incremento registrato nella tarda serata di ieri, dalle 02:40 UTC di oggi il segnale ha mostrato un moderato decremento. Attualmente, l'ampiezza è sostanzialmente stabile, pur presentando deboli oscillazioni sempre nella fascia dei valori alti. La localizzazione del centroide delle sorgenti del tremore permane nell'area del Cratere di Sud-Est, ad una elevazione di circa 3000 metri al di sopra del livello medio del mare. Per quanto concerne l'attività infrasonica, il monitoraggio è parzialmente condizionato dalla presenza di forte vento in area sommitale. Tuttavia, sulla base delle localizzazioni disponibili e dall'analisi dei sismogrammi si rileva la presenza di una sostenuta attività infrasonica con eventi di ampiezza bassa, localizzati al Cratere di Sud-Est.
I segnali di deformazione del suolo registrati dalle reti GNSS e clinometrica non mostrano attualmente variazioni significative. La stazione dilatometrica DRUV continua a mostrare una lenta variazione in decompressione, cumulando fino ad oggi, a partire dall'inizio dell'attività effusiva in corso, un totale di circa -25 nanostrain.